Redazione

Il PIU Europa

Lettera alla redazione


Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera :
 
 
L'inizio di almeno una parte dei lavori previsti per questo progetto, con dieci mesi di ritardo sul gia´ ritardato inizio , mi porta a ritornare sull'argomento, iniziando dai problemi di base.
 
Chi si assume il compito di risolvere un determinato problema, incomincia con una analisi di fondo, considerandone tutti i possibili parametri, le condizioni, le alternative e le conseguenze. Se si tratta di riattare un centro abitato, sviluppatosi nei millenni, il problema si complica, coinvolgendo nel relativo studio tanti, diversi specialisti, possibilmente non condizionati da opportunita´ affaristiche e/o politiche.
 
E questa gente deve essere non solo capace, preparata nei relativi campi, fantasiosa, propositiva, disposta ed in grado di lavorare in gruppo, perche´ le relative, di volta in volta ideali soluzioni sono ottenibili solo da un processo, che coinvolga e consideri le diverse discipline, che formano le basi delle diverse decisioni.
 
Qui, ad essere onesti, si tratta di un compito scientifico-manageriale, in cui la politica non c'entra. Ma DOPO che questa ha definito gli obbiettivi da raggiungere, partendo da una analisi seria e completa della situazione attuale, FATTA CON COGNIZIONI DI CAUSA, E SENZA TRALASCIARE OD ALTERARE NESSUNO DEI PARAMETRI ESISTENTI, SIANO ESSI PRESENTI O PREVEDIBILMENTE FUTURI.
 
Nel caso di Castellammare di Stabia, avremmo dovuto iniziare a considerare la sua posizione, le sue premesse e doti, la sua storia, la sua tradizione, sia industriale che turistica, lo stato in cui si trovano le sue parti, dal mare ai monti, le conseguenze che problemi, sia a scala locale che mondiale, le causano e le causeranno nel futuro, considerare il grado di civilta´ esistente in questo raggruppamento sociale, l'esistenza di bubboni criminali, che la condizionano pesantemente, e che hanno ormai permeato tutto il suo tessuto, creando comportamenti asociali, cammorristici, partendo gia´ da quelli spiccioli, da guappi, fino alla ormai fitta rete di relazioni, raccomandazioni, scambi e collusioni, sorprusi, ricatti, taglieggiamenti, che vanificano ogni legge ed ogni principio di comportamento corretto ed onesto.
E da questo stato di cose ne risulta un comportamento generale di disillusione, senza speranza, generando disinteresse ed omerta´, una totale strafottenza. Ognuno si fa´ i fatti suoi... Una mentalita´ da saccheggio, dove ognuno crede di dover arraffare tutto quello che puo´, in barba ad ogni legge o comportamento da persone oneste e perbene. Il concetto di eguaglianza, la necessita´ di doversi mettere in fila, di non avere la liberta´ di imbrosare, fottere, sopraffare il prossimo, di avere tutti gli stessi diritti e gli stessi doveri, e´ andato a farsi benedire.
 
Chiunque si e´ assunto il compito di far rinascere questa comunita´, avrebbe dovuto tener conto di tutti questi parametri chiamati in causa, sia quelli materiali che gli immateriali, sia nelle pietre che nelle teste.
Ma nessuno di loro poteva farlo, perche´ e´ questo sistema, che ne garantisce la loro potenza, influenza, il loro benessere e la loro visibilita´ politica-sindacale.
 
E questo vizio iniziale di forma rende illusoria ogni pianificazione ed esecuzione, perche´, trascurare, negare l'esistenza anche di un solo problema, significa erigere edifici senza le relative, valide fondamenta.
La situazione si complica quando, per vilta´ od ignoranza, alcuni di questi parametri sono volutamente trascurati, ignorati di proposito.
 
E qui la lista e´ enormemente lunga. Cito solo alcuni punti.
 
S'inizia con il dualismo industria-turismo, indicandone solo l'esistenza, ma non considerandolo nelle sue pratiche ricadute, specialmente occupazionali, L'ARIA, DI CUI VIVE OGNI COMUNITA`. La certamente piu´ bollente patata, che nessuno vuole afferrare, sebbene essa sia anche la piu´ urgente da risolvere.
 
 
Per raddrizzare la verita´ secondo i propri b

isogni, alcuni dati di fatto, fondamentali, o sono stati volutamente ed ignorantemente taciuti, o travisati.
 
Non esprimersi sul futuro dello stabilimento navale cittadino, perche´ se ne temono le conseguenze, che ne risulteranno, qualsiasi sia la decisione, significa lasciare nel buio piu´ completo questa zona ed i suoi dintorni, poi a disposizione degli affaristi di sempre, che continuano a sperare di poter mettere le loro mani su questa zona della citta´. Ed i relativi progetti ci sono, fino a quelli sponsorizzati dal trio Bassolino/Vozza/Pisciotta, ed al famigerato "occhio del mare". E questo silenzio omertoso ed interessato riguarda, su scala secondaria, anche complessi industriali minori, insieme ai loro edifici e superfici, dall'AVIS fino alla ex CIRIO.
 
Si glorificano realizzazioni, sebbene esse non portino nessun bagliore di luce alla citta´, perche se ne e´ permessa la loro totale esclusione dal tessuto cittadino, tipo MARINA DI STABIA (e CROWNE PLAZA).
 
 
Si progetta la costruzione di ua stazione marittima per la croceristica, NECESSARIA solo nei pochi porti, dove questo ormai enorme traffico ha le sue basi di partenza e ritorno. (Perfino Napoli, con la sua grande stazione marittima, non ne fa´ parte...).
 
Si permette il prolungamento della banchina Quartuccio, con una scogliera a forma d'unghia interna, mentre, se questo lavoro fosse stato eseguito come un prolungamento a banchina dritta, fino all'altezza del molo sottoflutto (Montil), anche leggermente allungato, avrebbe creata la possibilita´ di ampliare la zona di ormeggio davanti al Circolo Nautico, permettendo di liberare lo specchio d'acqua antistante l'acqua della Madonna dal caos oggi esistente, dedicandolo alla croceristica minore.
 
Si afferma l'abbassamento del livello marino, per spiegare la nascita della nostra ormai enorme spiaggia.
Basta farsi un giro nell'ambito portuale per stabilire, che il livello del mare e´ rimasto quello che era, anzi, con tendenza a crescere, se i parametri scientifici, man mano stabiliti e documentati, non sono una illusione ottica.
 
Si cita come merito la creazione di una grandiosa, plurifunzionale biblioteca nella ex casa del fascio, economicamente ingestibile, tanto piu´ in un comune dissestato, precludendone l'uso per la sistemazione di un presidio interforze, UNA premessa indispensabile, se e quando ci si decidera´ di utilizzare la spiaggia come centro per attivita´ elioterapeutiche, balneari, ludiche, gastronomiche, fino a manifestazioni di grande richiamo. Invece si prevede di realizzare ua cavea stabile, con diverse centinaia di posti, sempre insufficienti alla bisogna, invece di coinvolgere ed utilizzare, in questi casi particolari, tutte le superfici a disposizione, ed indivise.
 
Onde lunghe e mareggiate fanno e faranno incarognire non solo le conseguenze biologiche per le essenze piantate sul lungomare ed al livello inferiore, ma continueranno a scaricare sulla spiaggia, dalla battigia fino al lungomare, sempre piu´ rifiuti galleggianti. La corrente marina predominante, che ci ha regalato l'ampliamento della spiaggia, continuera´ a regalarci anche i reflui di ogni genere, provenienti dalla Penisola Sorrentina ed oltre, dove la realizzazione di un depuratore completo e valido, in cui confluiscano tutti gli scarichi esistenti, diventa sempre di piu´ una chimera. A questi reflui ci si aggiungono i nostri, regalateci dai comuni sui Monti Lattari (rivi San Marco, Cannitiello).
 
Mi manca la fantasia per immaginarmi, come su questa spiaggia, a queste condizioni, impestata dai rifiuti galleggianti, con il mare davanti inquinato, minacciata dall'aumento del livello marino, con le relative intrusioni della salsedine (in continuo aumento nel Mediterraneo), senza mezzi di collegamento pubblici, senza un valido, continuo ed immediato intervento delle forze dell'ordine, per tenere sotto controllo la risultante movida, si vogliano creare le premesse, per farne il principale volano per lo sviluppo cittadino.
 
E mi fermo qui, senza entrare negli ulteriori particolari, senza alzare lo sguardo a colline e monti...
 
Fatelo voi, se volete, e tiratene le conseguenze, se volete....
Antonio Mascolo


martedì 2 giugno 2015 - 23:13 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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