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I beni rifugio per eccellenza secondo gli investitori


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Quando si pensa ai beni rifugio per salvare il patrimonio economico dal trascorrere del tempo e dall’inflazione, in Italia la mente corre all’immobiliare. Tuttavia un immobile se non riceve manutenzione costante, e dunque senza spese periodiche, è destinato al deterioramento.
Per gli investitori, oltre all’immobiliare, altri sono gli asset difensivi con cui ricoprirsi in caso di periodi di instabilità economica. Tra questi spiccano i Titoli di Stato italiani o di Paesi stabili e considerati sicuri.
Poi ci sono i metalli preziosi come l’oro, l’argento, il platino che possono essere considerati dei porti sicuri in caso di crisi internazionali o economiche.
A seguire, analizziamo nel dettaglio i beni rifugio per eccellenza su cui gli investitori tendono a investire sul medio e lungo periodo, per ricoprirsi dai rischi economici d’ogni tipo.

Immobili, Titoli di Stato e materie prime

Gli immobili di pregio rivestono un ruolo importante nei portafogli di investimento, essi sono asset tangibili e di particolare valore. Per questo sono classificati come al riparo da gran parte delle turbolenze sui mercati finanziari. Ad ogni modo, un immobile di pregio richiede interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria che sull’immediato impattano su bilancio economico, anche se ne aumentano il valore intrinseco.
I Titoli di Stato sono valori percepiti come sicuri dai risparmiatori e su di essi si concentrano in particolare quanti guardano a investimenti a basso rischio del capitale. Essi garantiscono una cedola periodica e dunque sono inclusi nella categoria degli asset generatori di reddito fisso.
Le materie prime rare e preziose, invece, sono asset difensivi adottati da quanti cercano una crescita non necessariamente nel medio-lungo, ma anche in tempi più brevi. Ad esempio, un trader può investire su oro, argento, palladio e platino, attraverso strumenti finanziari che replicano i movimenti di prezzo delle risorse naturali.
Tali strumenti finanziari possono favorire gli investimenti nelle fasi di rialzo e di ribasso delle commodity, garantendo un’esposizione a tutto tondo.

Gli altri asset “safe haven” con cui ricoprirsi dai rischi

I terreni agricoli adatti alla coltivazione sono una tipologia di asset sicura poco trattata, eppure la loro peculiarit&ag

rave; è di mantenere il valore anche in fasi di crisi profonde. Certamente l’emergenza climatica, dichiarata ufficialmente dal Parlamento europeo a dicembre del 2019, addebita ai terreni agricoli una certa percentuale di rischio non trascurabile.
Le opere d’arte, invece, sono a bassa o marginale correlazione rispetto all’andamento dei mercati finanziari. Sculture e dipinti di artisti importanti non perdono valore, anzi, ne acquisiscono nel tempo. Possono essere dati in prestito a musei o a gallerie espositive e così produrre un reddito, ma le opere vanno preservate dal tempo con interventi di restauro che sono onerosi.
Tornando agli asset finanziari, invece, citiamo due valute a corso legale che gli economisti etichettano come valute rifugio: il franco svizzero (CHF) e lo yen giapponese (JPY). Le due valute vengono usate dagli investitori come un “parcheggio” della liquidità quando le borse valori sono scosse dal panic selling sugli altri asset.
In conclusione, numerosi possono essere gli asset fisici e immateriali con cui ricoprirsi dai rischi finanziari che possiamo incontrare lungo l’itinerario, ma una oculata diversificazione delle risorse economiche a nostra disposizione può aiutarci ad alleviare le conseguenze.


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venerdì 13 marzo 2026 - 11:47 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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