Tre cani sono stati ritrovati morti nei giorni scorsi a Gragnano mentre si trovavano all’interno di un’area provata recintata. Secondo la proprietaria si è trattato di avvelenamento con lumachicida.
«Le salme dei miei tre amici – ci racconta - sono state traslate all' istituto zooprofilattico di Portici con tutta la necessaria documentazione atta all' apertura di un fascicolo per avvelenamento presso la Procura della Repubblica. La gravità di un abominio umano, oltre che reato giuridico penale, non può passare sotto silenzio».
Uno dei tre cani in questione è quello che nell’aprile scorso fu individuato quale presunto assalitore di un bambino sull&r
squo;arenile di Castellammare di Stabia.
«Ho provato a salvare il cucciolo che l' altra volta si sarebbe reso reo di sbranamento minori - prosegue a raccontarci la proprietaria - I cani erano regolarmente chippati, dichiarati, recintati in un’area di circa 37 mq nella nostra proprietà. Il veleno metaldeide lumachicida è stato messo appositamente da mano umana abusivamente entrata nella nostra proprietà. I cani non erano abbaianti. Ripeto, i cani erano di grossa taglia, chippati, silenziosissimi. Ora aspettiamo gli esiti degli esami autoptici dell’istituto Zooprofilattico di Portici. Pretenderemo risposta dalle istituzioni a fronte del reato penale abominevole» ha concluso la donna.