Una segnalazione che merita il giusto interesse è arriva alla nostra redazione e riguarda un servizio particolarmente delicato destinato ai pazienti allettati seguiti in assistenza domiciliare.
Secondo quanto riferito da un familiare di un paziente inserito nel percorso di assistenza domiciliare, il servizio di trasfusioni di sangue a domicilio, che fino a poco tempo fa veniva garantito, sarebbe attualmente sospeso.
La denuncia: "Le famiglie devono organizzarsi autonomamente"
Stando al racconto ricevuto dalla nostra redazione, i pazienti impossibilitati a lasciare la propria abitazione sarebbero oggi costretti a provvedere autonomamente all'organizzazione della trasfusione.
In particolare, i familiari dovrebbero innanzitutto recarsi presso il presidio di Gragnano per il ritiro delle sacche di sangue e, successivamente, sostenere le spese necessarie per far intervenire a domicilio personale sanitario qualific
ato, composto da un medico e da un infermiere, affinché possa essere eseguita la trasfusione.
Secondo la segnalazione, tale situazione sarebbe dovuta a una presunta agitazione del personale del reparto competente, circostanza che avrebbe determinato la sospensione degli interventi domiciliari.
L'alternativa: il trasferimento in ospedale
L'unica alternativa, riferisce ancora il familiare, sarebbe quella di trasferire il paziente presso una struttura ospedaliera per effettuare la trasfusione.
Una soluzione che, oltre a comportare ulteriori costi per il trasporto sanitario di andata e ritorno, rappresenterebbe un notevole disagio per persone già gravemente compromesse nelle proprie condizioni di salute.
Ai costi economici si aggiungerebbero infatti le difficoltà organizzative e le sofferenze fisiche e psicologiche che un trasferimento può comportare sia per il paziente sia per i suoi familiari.