Politica & Lavoro

Gragnano: Psichiatria, allarme dei dipendenti

«Qui lavorano solo sette infermieri su 25: incertezza anche sui turni»

di Francesco Fusco


A poco più di un mese dall’apertura, rischia già di chiudere il reparto d’igiene mentale dell’ospedale Santa Maria Casascola di Gragnano. L’allarme è stato lanciato dai dipendenti della struttura sanitaria al termine di un incontro svoltosi ieri pomeriggio con i vertici dell’Asl Na 5. Attraverso un documento inviato al direttore generale Gennaro D’Auria e al capo del Dipartimento salute mentale Francesco Della Pietra, gli infermieri hanno lamentato la mancanza di personale per garantire i livelli minimi di assistenza ai pazienti. «A Gragnano lavorano appena sette infermieri sui 25 previsti dagli accordi stipulati a marzo - si legge nella lettera - ma la cosa ancora più grave è che continua a regnare una grossa incertezza anche sui turni, mutevoli e stancanti, che compromettono lo stesso equilibrio psicofisico di tutti i dipendenti». A protestare sono però anche i medici psichiatrici, che nel nuovo reparto si fermano a quattro unità nonostante il piano sanitario ne prevedesse otto. Da qui la polemica, destinata a sollevare un nuovo polverone. Sul piede di guerra intanto scendono anche i sindacati. «Bisogna fare chiarezza su quanto sta accadendo al reparto di Gragnano - afferma Michele Costagliola, responsabile Fials - Se da un lato infatti rivolgiamo un plauso al direttore generale D’Auria per la riapertura del reparto, dall’altro non possiamo che essere scettici sul futuro dello stesso dopo le continue lamentele dei lavoratori. Per que

sto motivo chiediamo un intervento immediato da parte dell’Asl Na5 per scongiurare una chiusura che equivarrebbe a una beffa per l’intero sistema sanitario locale». Sul caso intervengono anche i Verdi, che chiedono un incontro urgente con i vertici dell’Asl per affrontare le problematiche in cui versa non solo il nuovo reparto d’igiene mentale, ma anche l'intero sistema sanitario locale. «Siamo pronti a scendere in piazza - afferma Vincenzo Sorrentino, esponente della direzione nazionale del partito di Pecoraro Scanio - perché quella della Sanità resta una delle piaghe vissute dai cittadini residenti in questo territorio. La chiusura del reparto di psichiatria rappresenterebbe una sconfitta della politica sanitaria, l’ennesima, che non possiamo permetterci». Un ramo sanitario che rischia dunque seriamente il collasso, visto che secondo gli ultimi dati ufficiali almeno 30mila sono le persone malate di mente nel territorio dell’Asl Na 5, con 370 ricoveri registrati nell’ultimo anno in strutture convenzionate. Non si è fatta attendere intanto la replica da parte dell’Asl Na 5. «Ci siamo confrontati e continueremo a confrontarci costantemente con i sindacati e con i dipendenti sulla questione della Psichiatria di Gragnano - dice il direttore generale Gennaro D’Auria - Abbiamo fatto il possibile per dotare il nostro territorio di un nuovo reparto psichiatrico e, adesso che ci siamo riusciti, ci impegneremo ancora di più per potenziarlo».


sabato 14 luglio 2007 - 14/07/2007 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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