Rogo distrugge una concessionaria di auto, l'ombra del racket dietro il raid. La concessionaria Gea Cars è stata distrutta e la conta dei danni ammonta a 250mila euro. L'autosalone da quanto accertato dai carabinieri non era provvisto di assicurazione. Gli inquirenti stanno lavorando senza escludere nessuna ipotesi anche se la pista più battuta è quella che porta al racket della camorra. Il rogo di matrice dolosa si è verificato pochi giorni dopo le festività di Pasqua quando gli esattori dei clan locali bussano alle porte di imprenditori e commercianti per riscuotere la 'rata'. L'incendio potrebbe essere una vendetta contro il titolare per non aver pa
gato il pizzo opponendosi alle richieste degli esattori che poi avrebbero deciso di dare una lezione all'imprenditore. Solo una ipotesi al momento visto che le forze dell'ordine stanno scandagliando anche negli ultimi giorni del 62enne proprietario di Gea Cars che potrebbe avere avuto conflitti o liti nella sua sfera personale. L'uomo non è un volto nuovo alle forze dell'ordine, infatti nel 2016 carabinieri e polizia municipale lo hanno denunciato a piede libero dopo aver scoperto che aveva allestito una concessionaria d'auto in un terreno senza avere le necessarie autorizzazioni. In quella occasione sotto chiave finirono ben 14 vetture e scattò la denuncia per l'imprenditore.