Evasione dagli arresti domiiliari. Con questa accusa i carabinieri della locale stazione, agli ordini del maresciallo Giovanni Russo, hanno arrestato Vincenzo Afeltra, il 27enne figlio di Pasquale, ucciso nel 1995 a Pimonte durante un conflitto a fuoco con i Nocs. Ad Afeltra gli inquirenti hanno contestato una serie di tentativi di latitanza e, quindi, l’insofferenza di restare nelle quattro mura domestiche.
In più di un’occasione, infatti, il 27enne è stato visto passeggiare tranquillamente per le strade di Gragnano, incurante del provvedimento restrittivo a suo carico. Vincenzo Afeltra è stato così portato nella locale caserma dei carabinieri di via Roma per gli accertamenti di rito. Da qui, è stato poi trasferito nel carcere napoletano di Poggioreale, dove si trova tuttora recluso, in attesa di essere
interrogato dal giudice per la convalida del fermo. Deve difendersi dall’accusa di evasione dai domiciliari, reato che con le nuove normative equivale ad una vera e propria evasione. Ma non è tutto. In seguito a dei controlli effettuati presso la sua abitazione, i carabinieri hanno scoperto anche diversi cani di razza pitbull. Un piccolo allevamento, allestito dal 27enne sul tetto della palazzina popolare nella zona di Sigliano. “I cani devono stare all’aria aperta”, avrebbe detto Afeltra ai carabinieri che l’hanno arrestato. I pitbull sono stati prelevati e consegnati al servizio veterinario dell’Asl Na 3 sud. Afeltra stava scontando ai domiciliari una pena per rapina, detenzione e porto illegale di arma da fuoco. Insieme ad altri tre complici, fu ritenuto responsabile di aver sparato ad un giovane ad Agerola per rubargli la moto.