Per la DIA (Direzione Investigativa Antimafia) non ci sono dubbi: è fra i 100 latitanti più pericolosi d'Italia. È ricercato ormai dal dicembre scorso nell'ambito dell'inchiesta Olimpo che ha colpito tutti i clan del comprensorio di Castellammare di Stabia. Antonio Di Martino, esponente di spicco della cosca dei Lattari, ha fatto però perdere le sue tracce. Il 39enne figlio di o’lione è ritenuto dagli inquirenti una figura apicale dello scacchiere criminale dei monti Lattari.
La lontananza di Antonio Di Martino, tuttavia, non sembrerebbe aver intaccato il “core business” della cosca di via Iuvani, ovvero lo spaccio di droga. Da anni infatti, i Di Marti
no avrebbero il predominio sulle coltivazioni di marijuana del territorio. Erba che viene poi venduta alla famiglia D’Alessandro di Castellammare che, a sua volta, la “gira” agli Imparato del rione Savorito per alimentare le piazze di spaccio stabiesi. O’lione è ricercato dallo scorso dicembre, in quanto accusato di due estorsioni che sarebbero state messe a segno a Gragnano, ai danni del titolare di un pastificio e di un imprenditore edile. Il tutto, nell’ambito dell’operazione Olimpo che portò in carcere l’imprenditore Adolfo Greco e i capi di quattro cosche camorristiche dell’area stabiese: i D’Alessandro, i Cesarano, gli Afeltra e i Di Martino.