20 i morti, 13 i feriti. E' questo il bilancio, purtroppo provvisorio, dopo il crollo del ponte Morandi a Genova. Al momento della caduta, transitavano sul posto circa 30 auto e due mezzi pesanti che sono volate nel vuoto per una settantina di metri. 20 al momento sono i morti accertati, tra cui anche un bambino, ma è un numero destinato a salire anche a causa dei tanti dispersi. C'è ancora qualcuno sotto le macerie e la pioggia, e il vento, non aiutano le operazioni di soccorso. Come spesso accade in questi casi, le forze dell'ordine tentano di ascoltare possibili voci dalle macerie così da localizzare eventuali persone ancora incastrate. In questo modo sono state salvate circa 4 persone, estratte vive da quel che restava del ponte e delle proprie auto. Sul posto sono in arrivo anche il vice presidente del consiglio Luigi Di Maio e il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli per manifestare la propria vicinanza alle vittime e ai soccorittori che da oltre cinque ore
lavorano senza sosta.
Gli ospedali di tutta la provincia sono affollati da tantissimi genovesi che sono pronti a donare sangue in caso di bisogno. Le Regioni vicine hanno dato disponibilità di uomini e ospedali: la solidarietà corre in tutto il Nord Italia. Nei pressi del ponte, o quel che ne resta, diverse persone si sono riunite in preghiera per sperare in una possibile salvezza di tutte le persone che al momento sono ancora intrappolate nelle macerie.
Intanto si fanno le prime ipotesi sulla natura del crollo. Accantonate subito le testimonianze di chi diceva che il ponte fosse stato colpito da un fulmine. Secondo le prime stime dei vigili del fuoco, si tratta di un cedimento strutturale ma le cause sono ancora sconosciute. Autostrade per l'Italia ha fatto sapere che sul posto erano in azione alcuni interventi di manutenzione ma è ancora presto per attribuire eventuali colpevolezze. Questo, infatti, è il momento del dolore e della preghiera.