Tutti fermi dal 12 marzo scorso, in base a quanto stabilito dal Decreto nazionale. Tutta la filiera che gira attorno a piante e fiori è stata bloccata mettendo in ginocchio praticamente tutto il settore del florovivaismo: fatta eccezione per la grande distribuzione, che anche se a giri ridotti riesce comunque a vendere piante, fiori, terreno e vasi. Quindi le vendite non possono dirsi completamente assenti.
Sono tanti i casi in cui piante, fiori ed altro vengono acquistati dai clienti all’interno dei grandi supermercati, nonostante in questo periodo (sempre da decreto) non rientrino nella categoria dei beni di prima necessità.
La categoria che comprende produttori, commercianti, vivaisti e fioristi chiede maggiori controlli a tutela di una filiera in grosse difficoltà.
Ecco perché la chiusura delle serrande dei fiorai ha portato, tra l’altro, ad un’inevitabile perdita di numerosi prodotti presenti all’interno dei punti vendita. Si sa, i fiori appas
siscono: la merce invenduta, causa blocco attività, va persa.
Non si tratta, purtroppo, dell’unica criticità incontrata dai fioristi, che oltre a perdere il 70% del fatturato ricavato dai mesi primaverili e dalla festività della Santa Pasqua, molto probabilmente vedranno sfumare anche un’altra ricorrenza molto importante: la FESTA DELLA MAMMA, dove ogni anno in tutto il mondo si vendono milioni e milioni di piante e fiori.
Questa sarà l’ennesima legnata che la categoria riceverà in modo crudele e senza rispetto. Ma qualcosa forse si potrebbe fare.... ecco magari in via eccezionale, ed ovviamente prima dei decreti nazionali e regionali, si potrebbe spostare questa importante festa all’ultima domenica di maggio, così da restituire con un mazzo di fiori un sorriso a tutte le mamme ed un po’ di ossigeno in termini economici ad un intero settore che sta realmente affondando giorno dopo giorno!! SENZA MAI DIMENTICARE LE MISURE DI SICUREZZA….