Basta uno scroscio di pioggia e l'emergenza incendi sulle montagne giunge finalmente a termine. L'acqua ha spazzato via le fiamme che da settimane avvolgevano il Faito e le altre cime dei Monti Lattari, lasciando spazio alla profonda desolazione dei pendii inariditi dai roghi che hanno devastato ettari di vegetazione lungo tutta la fascia costiera. Ma la pioggia reca con sé ulteriori problematiche, legate al rischio frane, accentuato dall'assenza di vegetazione e dall'impermeabilizzazione dei terreni dovuta alla coltre di cenere che ha rimpiazzato gli strati superficiali. La caduta di alcuni detriti, pertanto, ha imposto la chiusura di un tratto di strada della statale amalfitana che conduce verso Montepertuso, nella zona di Positano, mentre è stato inibito al transito anche un tratto del percorso che conduce al Faito da Moiano, frazione di Vico Equense, per il pericolo di eventuali flussi detritici. Il nu
cleo Protezione Civile dei ROSS, intanto, coordinato da Nunzio Coppola, ha provveduto ad un intervento di pulizia del tratto stradale di via Panoramica nei pressi del Castello Medievale di Castellammare di Stabia. «Siamo in contatto con le amministrazioni comunali interessate dai roghi nei giorni scorsi - spiega Tristano Dello Joio, presidente dell'Ente Parco Regionale dei Monti Lattari - e monitoriamo alcune zone delicate per la caduta di detriti ed altri pericoli legati alla pioggia». La paura legata al dissesto idrogeologico, d'altra parte, attanaglia tutti i residenti delle aree a rischio, per le quali si prevedono misure d'urgenza in vista dell'inverno, dato che i progetti sono ancora in fase embrionale e si attende di capire chi si occuperà di eseguire la messa in sicurezza del Faito e delle montagne, prevenendo in tal modo un disastro immane e salvaguardando l'incolumità delle persone.