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Ercolano - Scavi, ritrovato eroico soccorritore dei profughi dell'eruzione

Gli scavi archeologici non smettono mai di regalare nuovi tesori.

di Lorenzo Di Martino


Pare che gli scavi archeologici non smettano mai di regalare nuovi tesori, ultimo dei quali, i resti di un militare in divisa perfettamenti conservati. La ricerca, firmata dal direttore del parco archeologico Francesco Sirano, ha portato alla luce lo scheletro di un uomo ucciso dall’eruzione, con ciò che resta di una armatura, armi, e anche di una sacca contenente degli attrezzi da carpenteria. Dall’abbigliamento decorato, dall’equipaggiamento arricchito da materiali preziosi e dalla somma di denaro in oro e argento che l’uomo portava con se, gli esperti hanno dedotto possa trattarsi si un pretoriano, o di un un alto ufficiale della flotta.

Una missione impossibile
 
L’ipotesi più probabile è che l’ufficiale fosse stato inviato da Plinio il vecchio, comandante della flotta di stanza a capo Miseno, per soccorrere le centinaia di profughi dell’eruzione vulcanica (i cui resti furono rinvenuti durante gli scavi all’inizio degli anni 80’), ammasatisi sulle spiagge di Ercolano cercando rifugio dalla furia distruttrice della natura, ma che, una

volta arrivato, sia divenuto rapidamente vittima a sua volta del cataclisma.

L’uomo, classificato dagli scopritori come numero 26, rinvenuto a faccia in giù nell’antica spiaggia, con le braccia raccolte davanti al volto, in cerca di riparo, deve essere stato investito in pochi istanti dalle rapidissime correnti piroplastiche che non gli hanno lasciato scampo.

Un nuovo punto di partenza

L’eccezionale ritrovamento indicherebbe per gli esperti il grandissimo interesse storico-archeologico e la necessità di un'indagine sull'antica spiaggia di Ercolano, da cui potrebbero aggiungersi molti tasselli al mosaico degli ultimi istanti della città prima della catastrofe, nonchè nuovi elementi di confronto per la ricostruzione storica dei corpi militari dell'antica Roma.

Sono già in progetto infatti nuovi scavi insieme agli esperti del Herculaneum Conservation Project, e al Packard Humanities Institute, fondazione archeologica non-profit, grazie alla cui collaborazione si stanno preparando lavori che interesseranno un'area di circa 2 mila metri quadri.


mercoledì 12 maggio 2021 - 16:10 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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