La seconda proiezione delle elezioni in Sicilia su un campione del 10% e un margine d'errore tra il 2 e il 38% vede salire al 35% i voti per il candidato di centrodestra, Nello Musumeci e confermare al 34% quello dei 5 Stelle, Giancarlo Cancelleri. Fabrizio Micari, candidato del Pd, scende di un punto rispetto alla prima proiezione collocandosi al 20% mentre Claudio Fava si conferma al 9%.
Le proiezioni Emg Acqua Group per il Tg La7 - su un campione del 5% - vedono il candidato del centrodestra Nello Musumeci in testa con il 37,5% delle preferenze. Seguono l'esponente del M5S Giancarlo Cancelleri al 36,4%, Fabrizio Micari con il 18,8% e Claudio Fava con il 6,7%
Lo spoglio dei voti è iniziato alle 8. Ieri nell'Isola ieri dalle 8 alle 22 si sono recati alle urne per l'elezione del presidente della Regione e dei 70 deputati regionali, 2.179.474 elettori su 4.661.111, il 46,76% degli aventi diritto, mentre cinque anni fa avevano votato 2.203.165 persone. Solo in tre province su nove la percentuale è più alta rispetto al 2012: a Messina ha votato il 51,69% (51,24%), a Catania il 51,58% (51,09%) e a Palermo il 46,4 (46,28%).
Gli exit poll de La7 davano il candidato del centro destra Nello Musumeci avanti (6,5%-40,5%), ma a un'incollatura c'è Giancarlo Cancelleri del M5s (33,5-37,5). Il Pd crolla. al 16-20%, Fava 6-9%.
A vincere è però "partito del non voto": solo il 46,76% ha votatoper l'elezione del presidente della Regione e dell'Assemblea, mentre il 53,23% ha disertato le urne. Rispetto al 2012 quando aveva votato il 47,41%, il dato dell'affluenza è in calo dello 0,65%.
Regionali Sicilia, corsa a cinque per la presidenza SPECIALE
Elezioni Regionali Sicilia 2017 - LIVE BLOG
"La cosa certa è che il governo è stato sfiduciato dall'80% dei siciliani. Ora scioglimento del Parlamento ed elezioni subito", dice il leader della Lega Matteo Salvini commentando gli exit poll in Sicilia.
"Se i risultati confermeranno gli exit poll di stasera ci troveremmo davanti a una sconfitta tanto annunciata da tempo quanto netta e indiscutibile", dice il coordinatore del Pd, L
orenzo Guerini.
Tra i dati più evidenti quello relativo al calo dell'affluenza al voto. Se il trend non si invertirà, sarà al di sotto di quella registrata cinque anni fa, quando a urne chiuse votò il 47,41% degli elettori, col "partito del non voto" che toccò quota 52,59%: ben oltre la metà degli elettori aventi diritto.
L'AFFLUENZA
Ma nel Pd si parla già apertamente di sconfitta. "L'andamento degli exit poll - dice il responsabile Enti Locali del Pd Matteo Ricci - conferma una sconfitta tanto netta quanto annunciata. Ne prendiamo atto e ringraziamo il professor Micari per l'impegno e la dedizione avuta, al pari di tutte le democratiche e i democratici che ci hanno sostenuto in questo difficile confronto. Ora dobbiamo ripartire da loro e dai tanti siciliani che ci hanno votato".
"Micari ha avuto il coraggio che non ha avuto Grasso - commenta Davide Faraone - di fare il candidato del centrosinistra in una logica larga, proposta da Si e Mdp salvo poi tirarsi indietro. La nostra idea era di riproporre il modello Palermo poi la sinistra si è tirata fuori: prima Grasso, di cui abbiamo atteso per due mesi il suo sì e poi le altre forze politiche della sinistra per fare danno a Renzi facendo in modo che la partita la giocassimo noi da soli". Immediata la risposta degli ex Sel ed ex Pd. "Le parole di Faraone confermano l'arroganza dei renziani", osserva il senatore Mdp Miguel Gotor laddove Arturo Scotto incalza: "il Pd rifletta sul fatto che non compete neanche lontanamente con Grillo e Berlusconi".
Soddisfatto il Movimento cinque stelle che spera che il testa a testa Musumeci-Cancelleri possa risolversi in una vittoria di quest'ultimo.
Siciliani chiamati a eleggere il presidente della Regione e i componenti dell'Assemblea regionale siciliana che da quest'anno e per effetto dell'applicazione della legge taglia-deputati del 2011 e della successiva legge costituzionale 2 del 2013 passano da 90 a 70 parlamentari.
Si tratta dell'ultima tornata elettorale prima delle Politiche, l'ultimo test a disposizione di partiti e coalizioni per misurarsi su una legge non troppo lontana dal Rosatellum. In Sicilia la politica italiana si gioca molto e, da domani, i risultati del voto delle Regionali saranno strumento privilegiato per chi, nel Pd, nel centrodestra e anche nel M5S, aspiri a cambiare gli equilibri interni.