Cronaca

Disastro Sarno, quasi 500mila scarichi nel fiume. Sotto inchiesta 13 Comuni

Nel mirino degli investigatori è finito l'operato di dirigenti e funzionari di Regione Campania, Arcadis, Autorità di Bacino, Ente d'Ambito e Consorzio di Bonifica. L'obiettivo dell'inchiesta consiste nel verificare lo stato di esecuzione delle opere necessarie a convogliare gli scarichi verso i depuratori.

di Giancarlo Esposito


«Il gravissimo inquinamento dei corsi d'acqua del bacino del Sarno è venuto determinandosi nei decenni passati a causa dell'inerzia delle pubbliche amministrazioni competenti». La Commissione Parlamentare Ecomafie non usa mezzi termini e apre le porte all'inchiesta avviata dalle procure di Torre Annunziata, Nocera e Nola in merito alle responsabilità del disastro ambientale legato all'inquinamento del Sarno. Sono ben 13 i Comuni coinvolti a causa delle reti fognarie incomplete o non collettate ai depuratori. E sono 478mila le persone i cui scarichi finiscono quotidianamente nel Sarno. Ma veniamo ai fatti. Sotto inchiesta ci sono i Comuni di Castellammare di Stabia, Pimonte, Striano, Poggiomarino, Gragnano, Santa Maria la Carità, Angri, Ottaviano, San Valentino Torio, Nocera Inferiore, Sarno e Scafati. E nel mirino degli investigatori è finito l'operato dei dirigenti e funzionari di Regione Campania, Arcadis, Autorità di Bacino, Ente d'Ambito e Consorzio di Bonifica. L'ob

iettivo dell'inchiesta consiste nel verificare lo stato di esecuzione delle opere necessarie a convogliare gli scarichi verso i depuratori, opere realizzate solo in parte con conseguente disastro ambientale perpetrato da oltre 40 anni. A Nocera Inferiore, in particolare, i lavori appaltati nel 2008 non hanno mai avuto inizio. Alessandro Pennasilico, procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, nella sua relazione spiega che su quattro collettori del comprensorio Medio Sarno ne sono stati ultimati soltanto due (Nocera Superiore e Angri), mentre restano da completare Scafati e Poggiomarino. Su Foce Sarno, invece, l'unico collettore incompleto è quello di Gragnano, su cui confluiscono gli scarichi dei Comuni dei Monti Lattari, mentre i depuratori di Torre del Greco risulterebbero totalmente inadeguati. E così, dopo anni di denaro gettato al vento e di disastri, si muovono le procure per determinare le responsabilità di uno scempio di dimensioni persino più grandi di quanto era previsto.


mercoledì 14 marzo 2018 - 11:53 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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