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Dai chip agli speaker intelligenti: la guerra continua


   foto: Magnascan / Pixabay

Lo sviluppo tecnologico ha ormai portato il futuro letteralmente nelle nostre case: gli ultimi anni hanno visto un incredibile boom delle vendite di speaker intelligenti, attraverso i quali milioni di persone in tutto il mondo controllano la propria casa, fanno acquisti, ascoltano brani musicali e molto, molto altro.

I colossi del settore hanno messo in atto una sfida all’ultimo sangue al fine di spartirsi un mercato che promette di continuare la propria espansione anche e soprattutto negli anni a venire.

Lo scorso anno Google e Amazon si sono scontrati a suon di dati di vendita principalmente nel periodo del Black Friday e Natale e sempre nel 2018 le due aziende hanno messo in atto le prime strategie di ampliamento del proprio mercato. Nella guerra sulla diffusione degli home speaker intelligenti è sul campo di battaglia anche il colosso Alibaba.

In tutto questo lo scenario politico e diplomatico che si sta delineando intorno alla gestione dei dati raccolti attraverso gli speaker intelligenti e i dispositivi telefonici è sempre più infuocato.

Dopo il blocco imposto da Trump sull’utilizzo dei telefoni a marchio Huawei negli Stati Uniti e la guerra dei dazi con cui gli U.S.A. stanno bloccando i prodotti di importazione dalla Cina, anche gli home speaker sono sotto accusa.

Di recente si è scoperto infatti che i clip audio registrati da Alexa vengono ascoltati da milioni di dipendenti

/cosi-dipendenti-amazon-ci-ascoltano-tramite-alexa-ABROCZnB" target="_blank">Amazon, i quali sono incaricati di utilizzarli per migliorare le prestazioni del device. Quando la notizia è circolata l’opinione pubblica si è chiesta quanti e quali dati sarebbero entrati in possesso di Amazon così come di Google (che naturalmente utilizza procedure identiche).

Per calmare le acque Big G ha tranquillizzato i propri utenti affermando di adoperare una privacy policy molto restrittiva sull’utilizzo dei dati che arrivano dagli home speaker.

Nel frattempo nell’enorme mercato dell’estremo Oriente la vendita degli home speaker fa stilare previsioni di crescita a tre cifre entro la fine del 2019 (+116% secondo dati ufficiali).

A dominare il mercato cinese sono Tmall Genie di Alibaba, Xiao Ai di Xiaomi e DuerOs di Baidu. Naturalmente il mercato Cinese è completamente chiuso ai prodotti occidentali, quindi i colossi americani non hanno accesso ai dati dei suoi utenti. E’ ovvio quindi che  prima o poi la stessa strategia protezionista applicata da Trump contro Huawei sarà utilizzata con la stessa durezza anche contro gli home speaker prodotti in Cina.

La guerra fredda non è finita: si combatte in un campo non tangibile e l’obiettivo è il controllo di enormi quantitativi di dati personali.

C’è un modo per evitare che dai clip audio registrati dagli home speaker vengano estrapolate informazioni? Sì, distattivando l’impostazione “Contribuisci allo sviluppo di nuove funzionalità”, attiva di default in tutti i prodotti per la domotica.

Per ora con un semplice click si possono sfruttare le funzionalità di Alexa e degli altri assistenti vocali salvaguardando tutti i nostri dati, ma in futuro le cose cambieranno di certo.


venerdì 20 settembre 2019 - 09:11 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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