Continua la quarantena in tutta Italia e per il momento in Campania è prevista fino al 14 aprile. Più passano i giorni e maggiore è il sacrificio da compiere. In molti vivono l'isolamento come una costrizione, non per tutti è facile da accettare. Basterebbe pensare che in questa tragedia c'è chi si sta sacrificando per la comunità, anche a discapito della propria vita. Eppure chi lo ha detto che restare semplicemente a casa non è un sacrificio? Per alcune categorie, quali anziani, bambini, persone con disturbi depressivi, questa condizione provoca un grande malessere e difficoltà di accettazione. Lo sforzo a cui ognuno di noi è chiamato, sarà anche minimo rispetto a chi lotta in prima linea e a chi è in gravi condizioni di salute o la vita l'ha persa, ma comporta ugualmente rinunce. Basti pensare a chi versa gravi condizioni economiche perché non può lavorare, a famiglie separate, a progetti di vita interrotti. Tante sono le problematiche che ognuno si trova a dover fronteggiare. Ma uniti ce la faremo. È per questo che continuiamo a raccogliere le testimonianze di chi vuole condividere la propria esperienza. Tante sono le attività in cui molti si stanno cimentando in questi giorni. Per tutti non è facile, ma in molti vogliono dare il proprio contributo spronando gli altri a non abbattersi. Ecco perché le vostre testimonianze sono preziose. Insieme possiamo darci forza l'un l'altro.
Pierluigi Fiorenza, Castellammare di Stabia:
Resto a casa perché voglio uscire dall'incubo coronavirus. E allora leggo, faccio lezione a distanza, ascolto musica e immagino la nuova programmazione del teatro Karol. Poi penso a come sarà bello quando ci riprenderemo la vita e festeggeremo tutti insieme. Comunque, per mantenermi in attività, stamattina ho fatto una gran bella passeggiata. Dalla mia camera al salotto, dal corridoio alle altre stanze passando sempre per la cucina. Alla fine anziché dimagrire sono ingrassato! Tra poco replicherò ma, per evitare di cadere
in tentazione, sostituirò la cucina col balcone. A parte gli scherzi anche se non c'è il vaccino, sconfiggeremo lo stesso il coronavirus. Come? Stando a casa tra le nostre comodità: telefonini, computer, televisori, poltrone, letto e magari anche leggendo. Lo sappiamo mancano a tutti le passeggiate, un giro in bici, una pizza con gli amici, un viaggio, il contatto diretto con gli altri. Ma non scoraggiamoci e portiamo pazienza, un altro po' di tempo e torneremo presto alla vita di prima, apprezzandola sicuramente ancor di più. L'unico sacrificio che ci chiedono è quello di restare a casa. E lo vogliamo chiamare sacrificio? Fortunatamente stiamo in famiglia, in compagnia di chi ci vuole veramente bene. Dalle nostre case possiamo solo ringraziare chi sta combattendo una battaglia difficile per tutti quanti noi a iniziare da medici e infermieri che, con grande senso di responsabilità e professionalità, non abbandonano il posto di lavoro anzi si sobbarcano turni massacranti. Poi come non dire grazie agli scienziati che prima o poi arriveranno a realizzare il vaccino e ancora le forze dell'ordine, i negozianti, che non fanno mancare nulla sulle nostre tavole, e tutti coloro che silenziosamente si danno da fare per superare questo momento terribile. Ma anche noi possiamo e dobbiamo dare un grande contributo restando a casa. Stiamo a casa e poi festeggeremo tutti insieme la fine di questo incubo. Non molliamo, tutti insieme ce la faremo. Restiamo a casa per uscire presto dall'incubo coronavirus.
Alessandro Luciano, Volla:
Restare segregato in casa, per me che amo la scrittura e la lettura, non è un gran sacrificio. Ho approfittato per finire un lungo romanzo storico che avevo sul comodino e il tempo per scrivere non manca. Ho pure scoperto un bel passatempo... le serie TV. Tra sky, netflix e amazon primevideo non c'è che da scegliere; suggerisco Rome e Sherlock. Poi, come per tutti, pulizie di primavera superapprofondite.
Continuate a raccontarci le vostre esperienze, inviandole all'indirizzo mail: valeria@stabiachannel.it