Quanti soldi hanno i Napoletani? Questa è una domanda a cui lo studio pubblicato su Affarimiei.biz cerca di rispondere, indagando sullo stato delle finanze di tutti gli italiani.
I dati elaborati nel report di Affari Miei, noto portale fondato da Davide Marciano, mettono in luce uno scenario dell’Italia, mettendo in relazione il reddito pro capite provinciale con i depositi medi in banca nazionali.
A livello reddituale emerge che la provincia di Napoli vanta un reddito pro capite pari a 16.341 euro, mentre la media nazionale è di 20.690 euro. Per quanto riguarda la capacità di risparmio dei Napoletani, annualmente vengono accantonati 1300 euro circa all’anno a persona e si possiedono circa 56 mila euro, escludendo i beni immobili.
Si tratta di uno studio approfondito messo a punto da Davide Marciano, autore di Affari Miei e ideatore di questa “classifica italiana”: lo abbiamo invitato tra le nostre pagine per avere chiarimenti su questo report.
Sembra Napoli, anche se decisamente sotto la media di altre città e province, non se la passi poi così male, considerando che vi è una considerevole capacità di risparmio annua. Eppure, leggendo le notizie economiche nazionali che parlano da anni di crisi, verrebbe da pensare peggio. Ci aiuta a fare chiarezza?
Grazie per aver chiesto la mia parola, è un privilegio poter illustrare personalmente questo simpatico esercizio che ho messo a punto sul portale. Da appassionato ed esperto di economia, ho personalmente analizzato i dati reddituali che ogni anno vengono pubblicati dall’ISTAT. Sempre dall’ISTAT ho individuato la propensione al risparmio media di noi Italiani che, durante il 2017, è stata pari all’8,1%. Ciò significa che se ogni cittadino della provincia di Napoli ha guadagnato 16.341 euro, risparmiando quella percentuale può disporre ogni 12 mesi di ulteriori 1300 euro al netto di spese quotidiane e di consumi base.
Per ottenere questi dati mi sono basato anche sui dati della FABI, che dichiara che il patrimonio bancario complessivo degli Italiani è di 4300 miliardi di Euro: dividendo quella cifra per il totale degli abitanti, ho “ottimizzato” la media italiana rapportandola al reddito locale, considerando che, di solito, dove il reddito è maggiore anche la ricchezza accumulata, conseguentemente, cambia.
Come si colloca Napoli rispetto alle altre province della Campania?
Napoli si posiziona più in alto nella classifica campana. Seguono Salerno, con 15.500 euro di reddito pro capite, e quindi Avellino con 15.100 euro.
Scendono i valori degli altri capoluoghi, dove Benevento raggiunge i 14 mila euro, e Caserta è appena sotto la stessa cifra.
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Avere una buona capacità patrimoniale e una adeguata propensione al risparmio dovrebbero essere requisiti per investire e risparmiare in modo più prudente e intelligente, vero?
Assolutamente sì, ma purtroppo si tratta di una nota dolente per noi italiani. Nonostante la nostra sia una popolazione di risparmiatori, non siamo bravi ad investire.
Infatti, se paragonata agli scenari degli altri Paesi europei, l’alfabetizzazione finanziaria italiana è decisamente più bassa. Notizie di scandali ai danni dei risparmiatori non sono così inusuali, ed è spesso colpa dell’ignoranza della materia da parte dei risparmiatori, oltre che della disonestà di chi vende prodotti finanziari, approfittando di tale ignoranza.
Ma non ci sono solo questi dati a incidere sulle potenzialità dei risparmiatori in Italia: c’è da aggiungere che la redditività dei patrimoni investiti adeguatamente non è elevata come in altri Paesi, poiché circa l’80% delle risorse è distribuita tra liquidità, dunque depositi su conto corrente o deposito, e prodotti previdenziali e assicurativi che, si sa, rendono ben poco. Questa allocazione dei risparmi rende alle aziende difficile accedere al credito per effettuare buoni investimenti e, di fatto, blocca la crescita del Paese.
Qual è la soluzione per agire adeguatamente?
Una delle prime azioni, come amo ripetere sul mio blog, è investire nella propria formazione. L’ignoranza, lo abbiamo appena visto, è una delle falle principali della nostra realtà. Mettersi nelle meni degli altri avere un’infarinatura è davvero sbagliato e rischioso.
Bisogna dedicarsi quindi a una prima fase di informazione e ricerca, leggendo sia portali online gratuiti o acquistando libri. A questo punto è possibile passare alla fase successiva, ossia quella della definizione dei propri obiettivi, Un professionista indipendente può essere un aiuto importante, perché ci guida nella scelta degli strumenti reali in cui investiremo.
Vorrei poter avere risposte e vie più semplici da consigliare, ma la gestione di un patrimonio è un’attività molto complessa, e quindi non è possibile fornire delle formule universali valide per tutti. Non posso che richiamare tutti al senso della: capire i rischi e i vantaggi che possiamo incontrare è fondamentale per prendere decisioni ben ponderate.
Ringraziamo Davide Marciano per aver fatto un quadro chiaro relativo al nostro territorio che, nonostante le difficoltà, cerca di darsi da fare e di uscire da un momento difficile che, al Sud ancora di più, dura ormai dal 2008.