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Che rapporto c’è tra i bitcoin e l’emergenza coronavirus


Come era facile prevedere, l’allarme sanitario imposto dal coronavirus non sta solo seminando morte in ogni angolo del mondo, ma sta anche turbando in modo significativo lo scenario economico mondiale. I mercati internazionali stanno conoscendo oscillazioni decisamente notevoli, che in un primo momento hanno riguardato solo la Cina ma che ora si sono estese al resto del mondo. A risentirne è anche il bitcoin, come si può capire dando uno sguardo al trend della moneta virtuale nel corso delle ultime quattro settimane.

L’andamento del bitcoin tra febbraio e marzo

Il prezzo del bitcoin nel corso dell’ultimo mese ha fatto registrare in un primo momento una situazione di notevole vigore, proprio nei giorni in cui toccava il proprio apice la crisi tra gli Stati Uniti e l’Iran: si era arrivati, infatti, a una quotazione di 9mila dollari per bitcoin. In seguito, però, si è assistito a un ribasso consistente, e a dir la verità anche un po’ inatteso, che ha portato la quotazione a 8.300 dollari americani. E non è finita, perché nel momento in cui l’economia è stata turbata dall’allarme cinese si è verificato un ulteriore rialzo, in conseguenza del quale il bitcoin è arrivato a 8.800 dollari. Per gli investitori meno esperti, dunque, questa sembra essere l’ora di ricorrere al software bitcoin profit per beneficiare di un prezioso sostegno per le operazioni di trading.

Cosa c’entra il bitcoin con la diffusione della pandemia

Resta da capire, a questo punto, quale sia la correlazione tra la diffusione della pandemia e il bitcoin. Quest’ultimo, così come tutte le altre monete virtuali, viene considerato una riserva di denaro in formato digitale: si tratta, cioè, di una valuta che ha il pregio di resistere non solo alla flessibilità dei mercati, ma anche all’inflazione. Per queste ragioni i

l bitcoin ha le caratteristiche essenziali per essere ritenuto un bene rifugio, su cui si può fare affidamento per mettere i propri soldi al sicuro in una situazione di crisi sociale, sanitaria ed economica.

L’instabilità mondiale

L’instabilità internazionale che sta dominando tutto il mondo in queste settimane non può che favorire le variazioni del bitcoin, mentre gli investitori sono chiamati a scegliere se investire i propri soldi oppure no. Di certo sul coronavirus sono già stati messi in atto tentativi di speculazione, con l’onda dell’allarmismo che ha finito per arrecare danni ai risparmiatori e avvantaggiare i profitti. La tecnologia Blackchain si conferma, in ogni caso, una realtà sicura e affidabile.

Il Bitcoin Halving

Per il prossimo mese di maggio è in programma il Bitcoin Halving, che si svolge una volta ogni quattro anni. In occasione di questo evento, il numero di bitcoin nuovi che saranno prodotti sarà la metà rispetto al passato: in ogni blocco saranno generati appena 6.25 bitcoin, e non 12.5. In pochi, dunque, avranno la possibilità di arricchirsi, anche se molti tenteranno di farlo. Nel frattempo, sarà indispensabile munirsi di sistemi di monitoraggio per le informazioni, per le merci e per i dati.

Il coinvolgimento del settore sanitario

Sarà in modo particolare il settore sanitario a essere coinvolto da questi cambiamenti: le cartelle cliniche elettroniche potranno essere gestite in modo più efficace, e lo stesso varrà per i dati personali dei pazienti e il loro storico. Ma non è tutto, perché tali rivoluzioni saranno agevolate da un miglioramento della regolamentazione del comparto fintech, così che il mercato vedrà l’arrivo di capitali istituzionali. La cyber sicurezza, la privacy e l’identità digitale rappresenteranno le aree di maggiore attenzione per la Blockchain.


sabato 28 marzo 2020 - 14:56 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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