Sarà Vincenzo Sica il neo amministratore unico di Sint dopo le dimissioni di Biagio Vanacore. Il professionista oplontino traghetterà la società partecipata del Comune di Castellammare fino al mese di settembre quando sarà indetta un'assemblea straordinaria nella quale si darà il via alla messa in liquidazione. Nell'incontro che si è tenuto quest'oggi a Palazzo Farnese, i soci hanno ratificato le dimissioni di Vanacore e assegnato il ruolo di amministratore a Sica che di conseguenza diventa anche il liquidatore. Da settembre al via la vendita dei beni termali per ripagare i creditori e porre fine al debito accumulato negli anni dalla società che detiene il patrimonio immobiliare delle Terme di Stabia. Probabilmente si partirà con la cessione dei beni non strategici che non sono stati ancora assegnati in attesa di far ripartire il bando di privatizzazione del complesso termale.
Vincenzo Sica non è un volto nuovo a Castellammare considerato che ha anche curato il crack di Multiservizi procedendo con la vendita di quelle aree che erano in possesso della società partecipata dell'Ente stabiese. Per lui un nuovo compito, molto complicato, nel contesto della città delle acque. Sint, quindi, sarà messa in liquidazione come chiedeva il Commissario Prefettizio Gaetano Cupello e anche parte delle opposizioni. Nell'ultimo consiglio comunale, invece, si sono opposti Tonino Scala (LeU) e Francesco Iovino (Pd) che spingevano per un nuovo salvataggio. Ma il sindaco Gaetano Cimmino ha deciso di proseguire per la sua strada accogliendo la delibera del Commissario. Da settembre al via la vendita dei beni. “L'assemblea ordinaria ci ha consentito di nominare Vincenzo Sica alla guida della Sint, un professionista di grande spessore, tra i candidati ido
nei a seguito dell'avviso pubblico per l'individuazione del commissario liquidatore. - spiega Gaetano Cimmino, sindaco di Castellammare di Stabia - Abbiamo discusso delle prospettive di Sint, a fronte della delibera di messa in liquidazione emanata dal commissario prefettizio il 5 giugno scorso. La mole debitoria è imponente e aumenta col passare dei giorni. Sint ha perso la sua funzione strategica dopo l'esito negativo del bando di privatizzazione degli immobili della passata amministrazione. I revisori dei conti avevano espresso un parere positivo alla delibera salva-Sint, con la condizione però che alla scadenza del 15 maggio 2018 pervenissero offerte per rilevare le Terme e che entro il 30 settembre 2018 Sint fosse in regola rispetto ai dettami della Madia. Tutto questo non è avvenuto e la messa in liquidazione controllata di Sint appare inevitabile. Abbiamo provveduto a revocare la determina del 20 febbraio 2018 con cui il Comune affidava a Sint le Antiche Terme e l'ex Caserma Cristallina, col vincolo del buon esito del bando di privatizzazione, che poi non è andato in porto. Abbiamo poi rinunciato al ricorso al Tar presentato per chiedere la sospensione della delibera di messa in liquidazione della Sint. Convocheremo, pertanto, l'assemblea straordinaria per procedere alla messa in liquidazione di Sint e dar seguito alle indicazioni del commissario. La priorità è la salvaguardia del patrimonio immobiliare delle Terme e dei livelli occupazionali del compendio aziendale. - prosegue Cimmino - Le Terme saranno al centro di progetti che passeranno attraverso una nuova procedura di privatizzazione da discutere ampiamente in consiglio comunale. La mia amministrazione darà un impulso decisivo alla rinascita del termalismo nelle Antiche Terme e a valorizzare il complesso del Solaro”.