Il calvario della villa comunale, il fallimento delle Terme e le proteste degli operai Fincantieri stanno tenendo banco in questi mesi concitati per la città, ma c'è un altro luogo, altrettanto degno di nota, che versa in una situazione di degrado. Nel cuore del rione San Marco, immersa nel verde, la Villa Gabola ha rappresentato per anni il ritrovo perfetto per bambini e anziani. Situata all'interno di un parco naturale, la villa ottocentesca, che la signora Baker trasformò in una pensione per accogliere turisti che si recavano a Castellammare per le cure termali, era ritenuta il polmone verde della città per la sua collocazione e per l'armonia che incredibilmente separa quel luogo dal traffico circostante. La pace oggi però ha lasciato il po
sto alla desolazione. La villa, infatti, è stata vittima di numerosi atti vandalici operati da teppisti che hanno distrutto finestre, porte e servizi igienici, imbrattando le mura e depositando al suo interno rifiuti di ogni genere. L'intervento di riqualificazione promosso di recente dal Comune aveva parzialmente restituito al parco le sue antiche fattezze, mettendo anche in sicurezza la villa, ma il fumo negli occhi presto è sparito e l'incuria è tornata ad imperversare. Neanche all'esterno, infatti, vengono rispettate le norme basilari della civiltà e il marciapiede antistante al parco è divenuto nel corso degli anni un ricettacolo di cartacce e rifiuti, fotografia desolante di una città che si crogiola in un assurdo autolesionismo.