Mettere la prima pietra per la creazione del Parco Urbano delle Acque, studiare e valorizzare le 28 sorgenti di cui gode la città, riportare le Terme di Stabia all'antico splendore che meritano.
Mettere la prima pietra per la creazione del Parco Urbano delle Acque, studiare e valorizzare le 28 sorgenti di cui gode la città, riportare le Terme di Stabia all'antico splendore che meritano. L'inaugurazione di Villa Ersilia, a conclusione del restauro conservativo, porta con se tutti i significati sopra elencati, ed è stata da più parti definita con un luogo simbolo della rinascita nonché della sinergia tra istituzioni, cittadini, Università. Al taglio del nastro erano presenti ieri mattina nel parco del Solaro l'assessore all'Ambiente della Regione Campania, Walter Ganapini, insieme al sindaco, Salvatore Vozza, l'amministratrice unica della Sint, Anna Somma, l'amministratore unico delle Terme di Stabia, Salvatore Iovieno, Maurizio Apuzzo, assessore alle Partecipate, Giovanni Spagnuolo assessore all'Ambiente. L'intervento riguardante il recupero di Villa Ersilia, iniziato lo scorso anno, ha visto un investimento di circa 980 mila euro grazie al finanziamento della Regione Campania nell'ambito del progetto integrato Filiera Termale. Riportata alla bellezza originaria e attrezzata con tutti gli impianti necessari, Villa Ersilia, di proprietà della Sint, è destinata ad ospitare l'Osservatorio delle Acque, ovvero come sede di un centro scientifico che abbia come compito la salvaguardia del bacino idrico-termale di Castellammare. Gli studi promossi dall'Osservatorio delle Acque, da realizzare attraverso un laboratorio fisico-chimico, microbiologico, idrogeologico e geofisico, dovranno riguardare l'intero territorio dei monti Lattari, chiarire gli schemi di circolazione idrica sotterranea e monitorare le acque. Il monitoraggio, come già accennato sopra, dovrà avvenire in sinergia con diversi Dipartimenti dell'Università di Napoli "Federico II" coinvolti nell'iniziativa. La "scatola vuota" com'è in questo momento Villa Ersilia, quindi, dovrà essere riempita di tutte le risorse umane e tecnologiche necessarie per portare avanti il progetto di valorizzazione. «Ora bisogna riempire di contenuti questa struttura - ha detto il sindaco Vozza - per farne un importante punto di riferimento per l'intera area dei Monti Lattari». Per l'Università "Federico II" sono intervenuti nel corso della cerimonia inaugurale: Giovanni Talarico del Dipartimento di Chimica, Erminia Attianese del Dipartimento di Configurazione e Attuazione dell'Architettura, Alfonso Corniello del Dipartimento di Ingegneria Idraulica Geotecnica
e Ambientale, Marco Guida del Dipartimento di Scienze Biologiche. «Dietro le sorgenti - ha spiegato Talarico - c'è un sistema complesso che dobbiamo monitorare. Per farlo, bisogna mettere insieme competenze chimiche, biologiche, ingegneristiche e architettoniche, che insieme alle linee guida politiche ci potranno aprire un mondo di opportunità scientifiche e di ricchezze da preservare».
«Villa Ersilia? Spero di sbagliarmi ma credo che sarà l'ennesima opera inutile pagata con i soldi dei cittadini» così ha commentato Antonio Sicignano, consigliere comunale del Pdl e vicepresidente dei Circoli della Libertà della Campania, l'inaugurazione di Villa Ersilia a conclusione del restauro conservativo. «Sono stati spesi - spiega - 1 milione e 300 mila euro (di cui 990.000 finanziati dalla Regione e 316.000 dal Comune) di soldi dei cittadini per realizzare l'ennesima opera incompiuta, che, per quanto è costata non serve alla città ed alle Terme. Addirittura è prevista la realizzazione di un centro di analisi fisico- chimiche delle acque minerali. Spero di sbagliarmi ma credo che tale progetto sarà irrealizzabile o inutile. Proprio come è avvenuto con la Reggia di Quisisana, che doveva diventare una improbabile scuola di restauro e di cui ora nessuno sa più che cosa farsene. Intanto, già la dice molto lunga il fatto che oggi si sia stato inaugurato solo l'edificio murario, e non l'intera opera compiuta con gli eventuali macchinari o altro». Conclude Sicignano: «inoltre non si comprende se i locali interni sono conformi alle normative relative ai centri di analisi delle acque; se la nuova struttura, per poter esercitare l'attività di laboratorio di analisi deve, secondo la leggere regionale, essere convenzionata o meno. Per non parlare poi del fatto che tale importante intervento avviene alla vigilia di una privatizzazione, in cui non si è ancora capito se rientri o meno anche l'edificio di Villa Ersilia; non si comprende, poi, nella eventuale privatizzazione, quale destinazione il privato darà alla struttura e chi si accollerà tutte le spese di gestione. Tutti questi interrogativi, comunque, li trasporterò in una interpellanza che presenterò nei prossimi giorni al sindaco».
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