Continuano a far discutere le condizioni della villa comunale. Oltre a preoccupare i cittadini per i tempi di conclusione dell'opera i cui costi ricadranno su di loro qualora i lavori non dovessero terminare entro dicembre, ad allarmare gli stabiesi è la pressappoco inesistente sicurezza del medesimo cantiere. Non bastasse il rischio per i passanti causato dall'incredibile puntualità con cui le transenne si ribaltano al minimo accenno di vento estivo che fa tremare anche i più ottimisti in vista dei temporali invernali nonostante l'ennesima risistemazione da parte dei lavoratori, accedere all'interno del cantiere risulta un gioco da ragazzi sia per chi le barriere le scavalca che per chi preferisce invece aggirarle penetrando dalla spiaggia nell'area oggetto dei lavori. Un'idea tanto scellerata quanto barbara che più di qualcuno sta prendendo seriamente in considerazione alla luce dei danni al locale presente lungo la banchina di Zì Catiè e delle bottiglie di vetro che si possono candidamente ammirare in diversi punti del lungomare. Il tutto senza contare che la "privacy" offerta dai teloni bianchi rende l'ambiente ideale per chi vuol far uso di stupefacenti lontano da occhi indiscreti. In questo clima alcuni adolescenti, stando a quanto riferito da chi passeggiava tranquillam
ente lungo ciò che è rimasto della villa comunale, l'altra notte si sarebbero rincorsi scagliandosi contro pietre e quanto di più pericoloso potesse offrire tale scenario di guerra con più di qualche frammento finito ben oltre le recinzioni. La speranza è che da lunedì, al momento del riavvio dei lavori, l'Ati possa tener fede alla promessa fatta all'amministrazione comunale che aveva citato anche la questione sicurezza tra le motivazioni che l'avevano indotta ad avviare la procedura di rescissione contrattuale. A tal proposito un dubbio attanaglia gran parte della cittadinanza: se poco più di sette giorni or sono la stessa Ma.Mi si era scontrata con Palazzo Farnese ritenendo obbligatoria una bonifica per il prolungamento del litorale nei pressi della banchina di Zì Catiè, secondo quali canoni di sicurezza ha deciso di tornare sui propri passi adeguandosi al progetto comunale? Gli stabiesi avranno davvero una villa comunale straordinaria, o si ritroveranno a fare i conti con l'ennesimo progetto alla bene e meglio che andrà in frantumi alla prima pioggia? D'altronde, a meno di magie da parte dell'amministrazione Cuomo, un terreno liquefacibile non può diventare solido da un momento all'altro...