Si tinge di giallo la vicenda relativa alla rescissione del contratto con la ditta che detiene il cantiere in villa comunale. L'avvio della procedura, sulla scorta dell'ok dei legali del Comune, risale alla prima decade di settembre, ma i tecnici e gli operai della ditta non avrebbero ricevuto alcuna disposizione di sgombero del cantiere entro i canonici 20 giorni dal momento della notifica della rescissione, ragion per cui i lavori proseguono senza alcun tipo di segnale che lasci pensare che la Rf Appalti possa abbandonare il cantiere.
I bagni, intanto, sono stati sistemati con la costruzione dei tramezzi per eliminare l'effetto “open space”, mentre restano da completare soltanto il manto uniforme sull'area dei binari, dove sono attualmente presenti dei rattoppi che generano un pessimo effetto visivo, il prato nelle aiuole e i pannelli in vetro-cemento del landmark. In pratica, la ditta punta a portare a termine i lavori entro il 30 settembre, al netto della torre-faro e dell'area delle giostrine, che resteranno in stand by in attesa delle opportune autorizzazioni.
Il direttore dei lavori sembrava ormai convinto di applicare rapidamente le indicazioni previste dal codice degli appalti e rescindere il contratto con la Rf Appalti per gravi inadempienze, in ragione dei ritardi accumulati sulla tabella di marcia che hanno causato il superamento delle soglie previste per le penali. L'Ente comunale, infatti, ha fatto scattare la prima sanzione il 16 maggio, giorno successivo al termine disatteso del cronoprogramma, una penale dell'1 per mille con cadenza quotidiana a decorrere da quella data.
All’articolo 32 del decreto legislativo 50/2016, comma 14-bis, d'altra parte, è spiegato a chiare lettere ch
e i contratti di appalto devono prevedere penali per il ritardo nell’esecuzione delle prestazioni da parte dell’appaltatore, commisurate ai giorni di ritardo e proporzionali rispetto all’importo del contratto. Le penali dovute per il ritardato adempimento sono calcolate in misura giornaliera e complessivamente non possono essere superiori al 10% dell'ammontare netto contrattuale. Le sanzioni, in questo caso, in data 23 agosto hanno raggiunto la soglia dei 320mila euro, ossia il 10% dei circa 3 milioni e 200mila euro destinati a finanziare l'opera, ragion per cui non sembravano esserci margini per tenere ancora saldo il vincolo contrattuale con la ditta.
Eppure sembra che il temporeggiamento sia servito ad evitare che il cantiere subisse un nuovo brusco stop e fosse necessaria una nuova gara per affidare ad un'altra ditta il restante 5% dei lavori. Dal 23 agosto a metà settembre, infatti, sono trascorsi circa 15 giorni, un tempo decisamente lungo che ha fatto sì che i 20 giorni di preavviso terminassero a fine mese, quanto basta per interrompere il rapporto contrattuale con la ditta a lavori ormai conclusi.
Tanto rumore per nulla, dunque, e presto si risolverà pacificamente anche la vicenda del plinto di cemento della torre-faro, costruito prima di depositare i calcoli al Genio Civile e insabbiato in attesa della sanatoria che andrebbe a regolarizzare l'opera, pur con lo scotto della sanzione pari al doppio della spesa prevista. Pare che anche in questo caso ci sia stato un accordo verbale tra la ditta e il direttore dei lavori per affrettare i tempi e costruire la base della torre-faro, la quale dovrebbe poi arrivare, fondi permettendo, già preconfezionata e pronta ad essere montata.