Villa comunale, croce e delizia di una città che stenta a trovare il bandolo della matassa per imboccare definitivamente la strada del turismo e rilanciarsi sia economicamente che socialmente.
Aiuole poco curate, manutenzione prossima allo zero, scarsa vigilanza, parcheggi inesistenti, viabilità da incubo. Problemi di cui abbiamo scritto tante volte ma che, puntualmente, rientrano nelle lamentele dei cittadini stabiesi a cui fa male vedere lo scempio a cui assistono quotidianamente.
«Mi chiedevo se questa desolazione è normale» è lo sfogo di un cittadino che ci scrive inviandoci anche diverse foto che documentano il suo racconto. «Questa è la villa comunale che per tanto tempo abbiamo aspettato e come tutte le cose belle finiscono sempre troppo presto. Erba bruciata non curata, sterpaglie che con u
n solo mozzicone acceso possono prendere fuoco e fare danni. Alberi abbandonati a loro stessi con pezzi mancanti. Luci delle che non funzionano quasi più nessuna. Nessuno che controlla il lungomare, non c'è controllo. I cani sui prati fanno quello che vogliono, che poi non si capisce dove finisce il cane e dove inizia il padrone. Inciviltà assoluta. Se vi invio queste foto e questo messaggio è perché da stabiese mi fa male, perché vorrei vedere la mia città come una bella donna prosperosa e sorridente. Abbiamo l’abbondanza un po' di tutto, tra mare, acque, monti. Eppure apprezziamo altri paesi ma non il nostro».
Uno sfogo comune, ripetuto spesso. Ma a cui va sempre dato spazio per tenere alta l’attenzione ed evitare che tutto finisca come tristemente già accaduto altre volte in passato.