Un altro giallo rischia di complicare ulteriormente l'intricata questione relativa al restyling della villa comunale. In attesa di conoscere l'esito delle analisi dei tecnici del Comune in relazione al nuovo progetto che la ditta Rf Appalti dovrà presentare nei prossimi giorni, la visita a sorpresa della Guardia di Finanza a Palazzo Farnese potrebbe far emergere risvolti inquietanti i cui effetti sarebbero devastanti per i tempi di realizzazione dell'opera e per la dignità della città. Gli uomini guidati dal capitano Mario Aliberti, infatti, hanno deciso di indagare per chiarire se ci siano responsabilità in merito ai ritardi nei lavori di riqualificazione del waterfront e hanno acquisito centinaia di atti e documenti da passare in rassegna, traendo già alcune importanti conclusioni. Innanzitutto, sono emerse differenze tra il progetto approvato e finanziato dall'Unione Europea mediante il Programma PIU Europa e il piano messo in atto su autorizzazione dei tecnici comunali. Tali varianti necessitavano di un'ulteriore approvazione prima della rendicontazione all'Unione Europea, che avrebbe saldato poi al Comune solo la prima fase dei lavori. La scadenza del termine del 31 dicembre per la consegna dell'opera c
ompiuta non è stata rispettata e pertanto, qualora tali varianti non siano state approvate e l'Ue si sia trovata a finanziare un progetto diverso da quello previsto, sarebbe notificata l'irregolarità. La Guardia di Finanza, tuttavia, sta approfondendo anche altre presunte anomalie, relative all'aggiudicazione dell'appalto e all'inizio dei lavori, dato che qualsiasi opera, anche privata, necessita di tutte le opportune autorizzazioni prima di avviare il cantiere. Secondo la prassi, i calcoli strutturali devono essere inviati al genio civile che poi dà il via libera ai lavori dopo aver ottenuto l'approvazione relativa alla valutazione di impatto ambientale. Nel caso in cui queste autorizzazioni fossero assenti, il cantiere risulterebbe aperto in maniera abusiva. Eventuali reati amministrativi e penali scovati dalla GdF imporrebbero l'apposizione dei sigilli intorno al tratto di villa comunale attualmente aperto al pubblico e la vicenda assumerebbe contorni davvero allarmanti. Lo scandalo, dunque, potrebbe ampliarsi ulteriormente e, come al solito, a pagare dazio sono gli stabiesi, umiliati dagli innumerevoli errori che l'amministrazione Cuomo ha perpetrato nel tempo, i cui effetti si fanno sentire tragicamente ancora oggi.