Il ripristino delle telecamere guaste per elevare il livello di sicurezza in città. Tra le priorità sulla scrivania dei commissari prefettizi a Palazzo Farnese c’è la manutenzione dell’impianto cittadino di videosorveglianza, che risulta in gran parte danneggiato come emerge dalla recente relazione del comandante della polizia municipale Antonio Vecchione. Soltanto 24 le telecamere funzionanti sul territorio stabiese, appena una ogni cinque, a testimonianza di un’attività decisamente carente in tal senso da parte dell’apparato gestionale e dell’amministrazione comunale. Che la manutenzione tutt’altro che ineccepibile della videosorveglianza possa far parte della relazione della commissione d’accesso, appare piuttosto chiaro. Il tema della sicurezza in città, d’altra parte, rappresenta un fattore ineludibile per un territorio in cui la camorra è stata in grado di affondare la radici e di ramificarsi in svariati settori della vita cittadina, ivi compresa la macchina comunale come attesta lo scioglimento deciso dal Consiglio dei Ministri lo scorso 24 febbraio per condizionamenti mafiosi. I commissari Raffaele Cannizzaro, Mauro Passerotti e Rosa Valentino sono già all’opera per mettere a punto i primi procedimenti di estrema rilevanz
a per la città, in primis il bilancio previsionale e l’ok al progetto da 15 milioni per il Savorito, ma hanno fatto già sapere che la videosorveglianza necessita di un’accurata revisione che sarà approntata durante il loro mandato. In merito alle telecamere era scoppiata una polemica tra le forze politiche proprio a seguito della diffusione della relazione del comandante ai primi di febbraio, in netta discrasia con i numeri indicati da una precedente relazione del settore lavori pubblici, risalente ad ottobre, da cui emergeva il ripristino di 85 telecamere a seguito di un intervento di manutenzione effettuato sull’impianto. La vicenda aveva fatto scattare un’indagine interna per comprendere i motivi per cui i numeri differivano nettamente fra loro e per valutare se nel corso di quei tre mesi c’erano stati ulteriori danni all’impianto di videosorveglianza, dovuti eventualmente agli scavi per i sottoservizi sul manto stradale o ad altre ragioni di natura tecnica, in ogni caso mai segnalate in maniera preventiva dal comando di polizia municipale. Ma intanto la carenza resta tale e saranno i commissari prefettizi a correre ai ripari e a porre rimedio alla negligenza amministrativa, per elevare il livello di sicurezza e garantire un controllo più capillare del territorio.