Rilanciare il porto commerciale e trasformarlo in un polo crocieristico di primo livello. E’ questo l’obiettivo dell’amministrazione comunale di Gaetano Cimmino che all’interno del Dos preliminare ha tracciato le linee guida per la riqualificazione di tutto il Centro Antico. In primis il Comune vorrebbe restituire nuovamente alla città la zona porto con l’abbattimento di tutte le strutture dismesse che al momento sono presenti lungo via Bonito. In primis i silos: gli ex depositi saranno i primi ad essere demoliti grazie anche ai fondi che arriveranno tramite la Zes, Zona Economica Speciale. L’assessore all’Urbanistica, Fulvio Calì, nel Dos parla di una riqualificazione generale della periferia sud che punta alla creazione di un nuovo polo crocieristico che possa essere allo stesso livello di Napoli e Salerno. Anche la Regione Campania, alcuni mesi fa programmando il settore portuale, ha definito quello di Castellammare come una «indiscutibile risorsa da valorizzare a cominciare dalla riconversione delle aree e delle strutture demaniali dismesse verso un uso turistico ricettivo».
Per realizzare tutto ciò, il Comune intende creare una sorta di partneriato pubblico - privato così da individuare l&r
squo;operatore economico idoneo a cui affidare l’esecuzione delle opere. Non bisogna inoltre dimenticare gli investimenti che potrebbero arrivare con la Zes. La completa riqualificazione della zona dell’Acqua della Madonna, secondo quanto previsto dal Dos, dovrebbe comprendere la creazione di nuove strutture ricettive oltre che di nuovi parcheggi. Infatti, potrebbe essere ripubblicato il bando per la creazione dei ristorantini all'Acqua della Madonna. Nell'ultima gara, furono assegnati solamente due lotti su otto disponibili.
Tuttavia, come è noto, nei pressi del porto insiste anche Fincantieri che potrebbe essere ridimensionata se venisse realizzata questa svolta turistica tanto auspicata. Il Comune, però, non è preoccupato: «Il cantiere non sarà minimamente penalizzato perché la nuova funzione del porto non andrà ad influire neanche con le attività della natuica da diporto attualmente insistenti nello specchio acqueo antistante l’area. Inoltre, l’Ente si impegna ad aggiornare le linee di intesa sottoscritte nel 2009 istaurando un tavolo tecnico con Autorità Portuale, Regione Campania, Soprintendenza dei Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici per Napoli e Provincia».