Vincenzo Ungaro lascia il centrodestra e sceglie il Terzo Polo. Emanuele D’Apice vira verso la Lega e sostiene la candidatura di Severino Nappi. E in Forza Italia restano solo il sindaco uscente Gaetano Cimmino e il coordinatore cittadino Nello Di Nardo, con i loro fedelissimi al seguito. Si sfalda l’alleanza che aveva contraddistinto la coalizione di maggioranza nell’ultimo consiglio comunale, sciolto lo scorso 24 febbraio per infiltrazioni. E di quel gruppo storico restano ora soltanto i cocci. La presenza di Ungaro in occasione dell’inaugurazione del comitato del Terzo Polo non è passata inosservata, ma non sorprende considerando il rapporto che c’è tra l’ex presidente del consiglio e l’onorevole Paolo Russo, a cui è legato anche il sindacalista Mario Russo con cui Ungaro ha stretto una profonda amicizia. Una virata decisa verso Azione, dunque, per chiudere la sua esperienza con il centrodestra e optare per il nuovo schieramento di centro guidato da Carlo Calenda. Altrettanto significativo, ma anch’esso atteso, è l’endorsement di D’Apice nei confronti di Severino Nappi, capoli
sta del plurinominale della Lega nel collegio stabiese: una prova di fedeltà che il successore di Ungaro alla presidenza del consiglio ha rivolto nei confronti del suo storico riferimento politico, che negli anni scorsi ha lasciato Forza Italia per seguire le orme del partito di Salvini, restando in ogni caso nel contesto dell’alleanza di centrodestra. A restare vicini a Forza Italia sono Nello Di Nardo, che ha sposato la linea di Franco Silvestro (l’uomo di punta di Martusciello per la candidatura al Senato), e Franco Cascone, che alle Regionali 2020 ha ottenuto oltre 10mila preferenze e che ha annunciato tempo fa la sua volontà di rimanere in FI. Ma anche Gaetano Cimmino non appare intenzionato a seguire le orme di Pentangelo e Cesaro, recentemente fuoriusciti dal partito, e si è allineato al percorso intrapreso da Forza Italia, appoggiando (ironia della sorte) la candidatura di Annarita Patriarca, con cui nel recente passato gli screzi erano stati piuttosto forti. Una pax dettata dalla volontà di restare fedele al partito, che ha cambiato pelle negli ultimi mesi con la nomina di Fulvio Martusciello a commissario regionale.