Un appello al dialogo e alla partecipazione per non perdere una fase decisiva per il futuro della città. È quello lanciato da “Base Popolare Democratici e Progressisti”, che ha inviato una nota alle forze politiche, associative e sociali di Castellammare di Stabia per sollecitare un confronto ampio sui principali strumenti di pianificazione territoriale.
Al centro del documento ci sono tre strumenti ritenuti strategici: il Piano Urbanistico Comunale (Puc), fermo dal 2022, il Piano Territoriale Metropolitano (Ptm) e il Piano Paesaggistico Regionale (Ppr). Tre livelli di programmazione che, secondo il movimento, dovrebbero essere affrontati in maniera coordinata, perché destinati a incidere profondamente sulle scelte di sviluppo della città.
Secondo Base Popolare, il ritardo accumulato sul Puc rappresenta una criticità non più rinviabile, soprattutto alla luce delle trasformazioni in corso a livello regionale e metropolitano. «Non si tratta di un passaggio tecnico – si legge nella nota – ma di una vera occasione per ridefinire il ruolo di Castellammare nel sistema territoriale più ampio».
Un ruolo che, con l’approvazione del Piano Territoriale Metropolitano, assume una connotazione precisa: quella di cerniera tra l’area vesuviana e il sistema turistico della penisola sorrentina e di Capri. Una posizione strategica che, se valorizzata, potrebbe diventare leva concreta per lo sviluppo economico e urbano.
Nel documento si sottolinea come le scelte future dovranno necessariamente tenere conto di una pluralità di attori e strumenti: dalle indicazioni della Soprintendenza di Pompei alla pianificazione portuale, dalle aree industriali alle politiche del Parco dei Monti Lattari, fino alle opportunità legate alle Zone economiche speciali e al programma della Grande Pompei.
Particolare attenzione viene riservata anche al Piano Paesaggistico Regionale, attualmente in fase di osservazione. Base Popolare evidenzia come si tratti di uno strumento vincolante, destinato a prevalere sulle scelte comunali, e sottolinea il ritardo del Comune nel partecipare al processo: il termine
per presentare osservazioni è fissato al 19 maggio, ma finora – si evidenzia – non è stato ancora avviato un confronto pubblico sul tema.
Tra i punti critici indicati ci sono la rigenerazione del waterfront, il recupero delle aree industriali dismesse, la valorizzazione del patrimonio archeologico e termale, la mobilità e le infrastrutture. Temi che si intrecciano anche con la possibilità di accedere ai fondi europei, in particolare quelli del Fesr, e con programmi già sperimentati in passato.
Il movimento punta inoltre il dito sulla mancanza di coinvolgimento della città nelle scelte strategiche. Un limite che, secondo quanto riportato, si sarebbe già manifestato sia nella definizione dei programmi per l’utilizzo delle risorse disponibili, sia nella recente approvazione del Documento di orientamento strategico.
Da qui la richiesta di riattivare strumenti di partecipazione già previsti ma mai concretamente attuati, come il forum con le parti sociali e una “Conferenza sullo sviluppo di Castellammare”, approvati dal Consiglio comunale nel luglio 2025 ma rimasti, secondo la nota, senza seguito.
Nel documento trovano spazio anche altre questioni aperte: dalla gestione dei progetti finanziati – con risorse non utilizzate che si avvicinerebbero ai 70 milioni di euro – ai cambiamenti nelle scelte sulla mobilità, fino al tema della sanità, con interrogativi sul futuro del nuovo ospedale e sulle condizioni dell’attuale presidio San Leonardo.
L’appello finale è rivolto a tutta la città: «Serve chiarezza, trasparenza e un vero coinvolgimento dei cittadini». Per questo, Base Popolare propone la convocazione, nelle prossime settimane, di un’assemblea pubblica per avviare un confronto aperto sulle prospettive di sviluppo.
Un invito a cambiare passo, dunque, in una fase considerata cruciale: perché, sottolinea il movimento, le risorse disponibili oggi potrebbero non esserlo ancora a lungo e le scelte che verranno prese nei prossimi mesi sono destinate a segnare il futuro di Castellammare per i prossimi decenni.