«Ieri sera un post del sindaco ci annunciava la ritrovata amicizia tra lui ed il presidente del Consiglio comunale Vincenzo Ungaro. Ci fa piacere sul piano personale che abbiano fatto pace, anche se a noi sfuggiva che avessero litigato. Ma qui si ferma la nota personale. La nostra gioia cede il passo ad una grave preoccupazione, che quel post volesse essere l'annuncio di un fatto politicamente rilevante. L'ipotesi che la crisi latente che sta attraversando questa maggioranza da tempo, in preda ad una verifica interminabile, abbia avuto come approdo la presidenza del Consiglio comunale è sconcertante». È chiaro il consigliere comunale di minoranza Andrea Di Martino dopo la notizia circolata nelle ultime ore relativa alle dimissioni di Vincenzo Ungaro.
«In pr
imo luogo perché prescinde totalmente dal merito. Di quali errori si è macchiato Ungaro per meritare questa defenestrazione. Ed è sconclusionata nel metodo. L'elezione del presidente del Consiglio non è un fatto privato della maggioranza, ma appartiene al consiglio tutto. Soprattutto se alla sua elezione ha partecipato tutto il consiglio comunale comprese le minoranze, che pur articolandosi tra astensioni e voti favorevoli, scelsero di non votare contro la proposta. Da quel momento la Presidenza non è più nelle disponibilità del Sindaco, ed è per questo motivo che troverei un grave sbrego istituzionale le eventuali dimissioni di Ungaro per facilitare la chiusura di una crisi tutta interna alla maggioranza di governo» conclude Di Martino.