Una petizione per salvare le Nuove Terme. E’ l’ultima iniziativa messa in campo nei giorni scorsi per tentare di sensibilizzare le istituzioni riguardo al destino del patrimonio del Solaro, che appare ormai segnato con la probabile messa all’asta dei beni di proprietà della Sint, la partecipata comunale in liquidazione, dopo il concordato. A ideare la petizione è l’ex consigliere comunale Michele Starace, in cerca di firme per poter dare linfa all’iniziativa mirata a sollecitare l’attenzione del governatore Vincenzo De Luca, per fare in modo che “la Regione Campania acquisti l’intero patrimonio delle Nuove Terme per poi destinarlo alla costruzione di un nuovo polo ospedaliero che possa portare alla delocalizzazione dell’ospedale San Leonardo dal viale Europa”. Una proposta che già in passato solleticava la classe dirigente politica locale e regionale, dal momento che la realizzazione di un polo ospedaliero sul Solaro consentirebbe di avere ampi spazi a disposizione per le strutture sanitarie, liberando tra l’altro l’area sul viale Europa, attualmente congestionata da flussi crescenti di utenti e
pazienti, vista la chiusura del pronto soccorso a Vico Equense e Gragnano. “Le Nuove Terme di Stabia sono ormai chiuse da otto anni. In questo grande lasso di tempo hanno subito una vandalizzazione senza precedenti causando una svalutazione spaventosa del valore economico dei beni immobili”, sostiene Starace secondo il quale “gli speculatori sono già alle porte”. In particolare, l’autore della petizione elenca “i vantaggi che contribuirebbero a rendere l’ospedale San Leonardo un polo di eccellenza al servizio dei pazienti stabiesi e non solo: il grande parco verde, i parcheggi, l’ascensore che collegherebbe con il centro della città, la pista di elisoccorso, la vicinanza a due imbocchi per l’autostrada”. Gli ampi spazi a disposizione, inoltre, secondo Starace, "consentirebbero la realizzazione di un centro riabilitativo di eccellenza e di ultima generazione valorizzando la salubrità del posto”. Un’analisi che l’ex consigliere confida possano condividere in tanti, e soprattutto il governatore De Luca, per fare in modo che “il patrimonio delle Nuove Terme resti un bene comune”.