«Pazienza, ho fatto semplicemente il mio dovere». E’ questa la frase, riportata dalla moglie, che il farmacista Enzo Bosso ha ripetuto prima a lei e poi ai figli per “giustificarsi” nell’aver contratto il Covid-19. Un contagio che lo avrebbe poi portato alla morte di lì a pochi giorni.
In una lettera inviata al sindaco Gaetano Cimmino, la moglie del dott. Bosso ha ripercorso l’episodio che ha visto il marito contrarre il letale virus. Una sera, dopo la chiusura della Farmacia in via Annunziatella, si era recato a casa di una cliente per misurargli la pressione. Pochi giorni dopo ha saputo che diverse persone di quel nucleo familiare avevano contratto il virus. Ancora poche ore e anche per Bosso inizia il calvario della malattia con il triste epilogo.
L'ordine dei farmacisti della provincia di Napoli, dopo av
er espresso cordoglio alla famiglia e ricordato la grande professionalità di Bosso anche in un momento così delicato come la pandemia, ha quindi scritto al sindaco di Castellammare di Stabia chiedendo di intercedere con il Presidente della Repubblica affinchè gli fosse riconosciuta una medaglia al merito civile. E la giunta stabiese non ha esitato a fare propria questa richiesta e ad inviarla a Sergio Mattarella.
«Ringrazio il Sindaco per aver conferito un’onorificenza attraverso la concessione di una ricompensa al Merito Civile al dott. Vincenzo Bosso che, con alto senso di solidarietà e spirito di sacrificio nello svolgimento della propria professione di farmacista, pagava con la propria vita l’eccezionale abnegazione al lavoro, contraendo il coronavirus.» ha commentato il consigliere comunale Giovanni Nastelli.