Cronaca

Castellammare - Una lunga scia di rifiuti dal Sarno direttamente in mare

Intervento della Guardia Costiera e della protezione civile ROSS per raccoglierli.

di Raffaella Drammatico


Cumuli di rifiuti ritrovati nel fiume Sarno. Questo lo scenario che si è presentato alla popolazione del luogo stamani. Un video pubblicato sul web che ha subito fatto il giro tra i vari social network ha mostrato la situazione rappresentando perfettamente lo scempio a cui hanno dovuto assistere i cittadini. Rifiuti di ogni genere sversati nel fiume più inquinato d'Europa. Rifiuti che con il passare delle ore, complici le correnti, sono finiti in mare.
"Una scia lunghissima di rifiuti viene trasportata dal fiume Sarno fino a Castellammare lasciando ancora stupefatta la popolazione locale che mai si è riuscita ad abituare a questo sconcio permanente. - denunciano il consigliere regionale di Davvero Verdi Francesco Emilio Borrelli e Gianni Simioli della radiazza che hanno ricevuto diverse segnalazioni in diretta - Il fiume più inquinato d'Europa a partire dagli anni Sessanta è stato molto studiato soprattutto dal punto di vista ambientale. Tali studi hanno permesso di accertare lo stato di grave inquinamento in cui versa la quasi totalità del corso d'acqua con l'eccezione delle acque sorgentizie. Il Sarno compie in percorso di circa 24 km e attraversa un territorio comprendente 38 comuni, suddivisi tra le province di Avellino, Napoli e Salerno, perciò densamente popolato e con una forte presenza di industrie conciarie, conserverie e vetrarie. Questo fiume riceve le acque di numerosissimi affluenti maggi

ori, il torrente Cavaiola e il torrente Solofrana. Per la brevità del suo corso e l'intensa urbanizzazione del suo bacino, il fiume subisce un notevole sfruttamento. L'uso indiscriminato in agricoltura di fertilizzanti ed antiparassitari chimici rappresenta nella valle del Sarno una considerevole fonte di inquinamento non solo delle acque superficiali ma soprattutto delle falde"
Tempestivo l'intervento della guardia costiera e della protezione civile ROSS, intervenuti per liberare le acque dall'immondizia. La costa stabiese è stata però per tutta la giornata caratterizzata da acqua torbida e sporca. Non sono mancati i commenti dei cittadini contro l'ennesima violazione delle ricchezze della nostra terra: "Ora chi paga per questo ennesimo omicidio?", si legge. E ancora :" E' possibile che non si possa risalire ai responsabili di questo scempio".
Nel frattempo l'Arpac ha ulteriormente ribadito la non balneabilità delle acque stabiesi nei tratti "noti". Parliamo della zona che va dal porto antico, prosegue lungo tutto corso Alcide de Gasperi per terminare poco prima del porto di Marina di Stabia, zona quella ritenuta di "nuova classificazione", ma non classificata come assolutamente balneabile. Precisazioni, queste dell'Arpac, importanti, visti l'afflusso notevole di cittadini che frequenta quel tratto di costa. Qualcuno dovrebbe, però, preoccuparsi di farlo rispettare questo famoso divieto di balneazione.

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martedì 21 luglio 2015 - 21:17 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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