Cultura & Spettacolo

Castellammare - Un progetto unico di tutela e valorizzazione archeologica dell'intero territorio comunale

Il Comitato per gli scavi di Stabia: «Auspichiamo un rinnovato impegno e attenzione di tutte le istituzioni».


L’apertura del Museo di Stabiae a Quisisana e il programma di studio e ricerca sulla collina di Varano sono due azioni fondamentali, e consentono di avviare quel vasto programma che vede i beni culturali al centro di un’idea di sviluppo e rinascita civile e sociale di Castellammare di Stabia. Un concetto che il Comitato per gli scavi di Stabia, presieduto da Antonio Ferrara, ha ribadito nel corso della presentazione del nuovo numero della rivista “Cultura e Territorio” lo scorso 18 dicembre alla Reggia di Quisisana, alla presenza del sindaco Gaetano Cimmino e del direttore generale del Parco archeologico di Pompei Massimo Osanna.

«Il Comitato - si legge in una nota - ha già avuto modo di sottolineare come il patrimonio culturale diffuso coinvolge l’intero territorio comunale: non a caso proprio la rivista “Cultura e Te

rritorio” offre spunti e notizie in tal senso. I recenti rinvenimenti archeologici di piazza Unità d’Italia impongono la massima cautela nella valutazione e realizzazione di opere pubbliche sul territorio comunale, dove è evidente la preesistenza di manufatti antichi. Sia la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio dell’area metropolitana di Napoli, competente per la parte non direttamente riconducibile alle ville di Varano, sia il Parco archeologico di Pompei sono impegnati nell’azione di tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico dell’antica Stabiae. Auspichiamo un rinnovato impegno e attenzione di tutte le istituzioni, Comune e Mibact in primis, attorno all’obiettivo che si prefiggeva Libero D’Orsi: riscoprire Stabiae e farne un elemento forte di identità civica e di richiamo turistico».


lunedì 23 dicembre 2019 - 07:52 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



Gli ultimi articoli di Cultura & Spettacolo