90 mila euro al mese in più, un milione di euro ogni anno. Am Tecnology ottiene l'adeguamento Istat del canone previsto dal capitolato d'appalto dal Comune di Castellammare di Stabia. Inizialmente l'Ente stabiese non voleva cedere alle richieste della società che si occupa dell'igiene urbana nella città delle acque ma il dirigente all'Ambiente, Giovanni Miranda, non ha potuto fare altro che concederlo. L'adeguamento in questione, infatti, non può essere negoziato e soprattutto non tiene conto delle eventuali inadempienze dell'azienda nella gestione del servizio. Non è un mistero infatti che Am Tecnology non stia rispettando pienamente quello che prevede il capitolato d'appalto considerato che la raccolta differenziata a Castellammare è ferma fra il 52 e il 54% e la città risulta essere sempre più sporca. L'amministrazione comunale voleva evitare l'adeguamento anche per bloccare i possibili rincari alla Tari per tutti gl
i stabiesi. Rincari che al momento appaiono inevitabili, salvo colpi di scena dell'ultima ora.
Nella città delle acque si paga già una tassa sui rifiuti fra le più alta d'Italia e nel 2020 potrebbe esserci l'ennesimo aumento. Se la raccolta differenziata decollasse, e raggiungesse percentuali intorno al 65/70%, potrebbero esserci risparmi notevoli per tutti i cittadini. Ma a causa della mancata collaborazione di quest'ultimi, e del servizio non ottimale di Am Tecnology, tali percentuali sono al momento utopia. Probabilmente l'adeguamento ottenuto dalla società animerà ancora di più il dibattito politico a Castellammare. Il Pd e LeU hanno già chiesto a gran voce le sanzioni economiche per la ditta che fino a questo momento sono state irrisorie. L'opposizione ha puntato il dito contro l'assessore all'Ambiente Gianpaolo Scafarto che non starebbe entusiasmando neanche alcune forze politiche di maggioranza (come FdI e Lega).