A un anno dalla tragedia della funivia del Monte Faito, la città di Castellammare di Stabia si è fermata per ricordare le vittime. Ieri, in occasione del primo anniversario, e in coincidenza con l’ora esatta in cui si verificò l’incidente, le 14:47, si è tenuta una cerimonia civile nei pressi della stazione della funivia, a pochi passi dalla cabina rimasta ancora sospesa.
Alla commemorazione hanno preso parte il sindaco di Castellammare di Stabia Luigi Vicinanza, il sindaco di Vico Equense Giuseppe Aiello, il sindaco di Pimonte Francesco Somma, il vescovo mons. Alfano, una delegazione dell’ambasciata britannica, il presidente del Parco dei Monti Lattari Vincenzo Peluso, il viceprefetto di Napoli Franca Fico, oltre a numerose autorità civili e militari e alla dirigenza Eav.
«Aiutaci, Signore, a prendere coscienza del dolore della vita e ad assumerci le nostre responsabilità perché possiamo evitare eventi simili. Nel ricordo di chi ha perso la vita, possiamo preparare un futuro migliore – ha affermato mons. Alfano –. Dona a tutti la possibilità di costruire luoghi sereni e tempi di pace».
«Ringrazio tutti per la partecipazione e le autorità civili e militari per il lavoro che svolgono quotidianamente – ha dichiarato il sindaco Luigi Vicinanza –. Siamo tornati da Faito dove si è svolto il rito religioso. Esattamente un anno fa, alle 14:47, si compiva la tragedia. La funivia ancora sospesa ne è una testimonianza concreta. Qui non stiamo facendo processi di piazza, ma tutti dobbiamo assumerci le nostre responsabilità. All’inchiesta giudiziaria chiediamo verità e giustizia in maniera severa».
Il primo cittadino ha poi ricordato le vittime: «Vogliamo ricordare le quattro vittime, turisti stranieri attratti dalla bellezza dei nostri luoghi, e Carmine Parlato, dipendente Eav. Ringrazio l’ambasciata britannica, che ci è stata molto vicina in quel periodo, dal riconoscimento delle salme all’assistenza ai familiari. La Regione Campania ha garantito un’importante assistenza sanitaria all’unico sopravvissuto, poi rientrato nel proprio Paese».
Vicinanza ha quindi richiamato il valore della riflessione collettiva: «È un momento di riflessione affinché tragedie di questo tipo non si verifichino più. Il Faito è una montagna bellissima ma segnata da eventi drammatici. Nel 1961 ci fu un’altra tragedia della funivia. Sembrava che la montagna fosse condannata all’abb
andono e invece ci fu una rinascita. La zona precipitò nella paura anche trent’anni fa dopo la scomparsa della piccola Angela Celentano, una vicenda che sembrò spezzare le speranze di rilancio».
«C’era un progetto di sviluppo “dalla montagna al mare”, ma la tragedia ha interrotto questo percorso – ha aggiunto –. Il Faito sembra racchiudere nella sua storia la frase “post fata resurgo”: possiamo farlo tutti insieme, con il contributo civico e amministrativo, rendendo questo luogo ancora più bello».
«Ci teniamo a ricordare la tragedia di Faito che lo scorso anno ha spezzato vite innocenti – ha affermato Alison Kerr, vice capomissione dell’ambasciata britannica –. Rendo omaggio alla memoria di tutte le vittime, in particolare dei due coniugi britannici. Il mio pensiero va alle loro famiglie, presenti nello spirito e nel dolore».
«Ricordo con sgomento la notizia mentre ero in vacanza con la mia famiglia – ha proseguito –. A nome dell’ambasciata ringrazio il sindaco, le autorità locali e le forze dell’ordine per l’assistenza prestata con professionalità, umanità e discrezione. Un aiuto non solo concreto ma profondamente umano. In questo momento di commemorazione siamo uniti nel ricordo: onorare le vittime significa rinnovare l’impegno alla solidarietà».
«Questo luogo ci riporta inevitabilmente nella tristezza – ha dichiarato il viceprefetto Franca Fico –. Sono tragedie che impongono una riflessione profonda. Dopo il cordoglio, ciascuno deve rimboccarsi le maniche e fare la propria parte, lavorando in rete tra tutte le amministrazioni. Solo così si può evitare che eventi simili si ripetano. Esprimo il mio cordoglio ai familiari delle vittime».
«In questo momento prevale il silenzio – ha concluso il presidente del Parco dei Monti Lattari, Vincenzo Peluso –. Non ci sono parole sufficienti: bisogna attendere gli esiti di questa vicenda, non solo per individuare eventuali responsabilità ma soprattutto perché tragedie del genere non accadano più. È un peccato non poter portare avanti progetti importanti e condivisi, ma dopo ogni caduta deve esserci la forza di rialzarsi, per essere sempre più incisivi e determinati».
La cerimonia si è conclusa con un momento di raccoglimento collettivo, nel segno di una memoria che resta viva e di un impegno condiviso affinché simili tragedie non si ripetano.