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Castellammare - Tre mesi per decidere le sorti dell’amministrazione Cimmino: i fari della commissione ancora sul cimitero

Poche ore prima della proroga, la commissione ha chiesto un’integrazione di documenti riguardo agli appalti relativi al cimitero. Gli ispettori stringono il cerchio. Occhi puntati anche sul servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

di red


Tre mesi ancora per decidere le sorti del Comune di Castellammare di Stabia e dell’amministrazione Cimmino. La commissione d’accesso ha deciso di prorogare la sua permanenza a Palazzo Farnese, per proseguire nelle indagini sulle procedure messe in campo da giugno 2018 ad oggi. Gli ispettori hanno bisogno di più tempo per valutare se sussiste l’ipotesi che l’attività gestionale e amministrativa dell’ente sia inquinata da infiltrazioni camorristiche. La proroga, in realtà, era nell’aria e sottolinea anche la minuziosità del lavoro svolto dai tre commissari, intenzionati a curare ogni dettaglio e a non lasciare nulla al caso nella stesura della relazione finale, che dovrà essere consegnata al Prefetto Marco Valentini entro 45 giorni dalla conclusione del mandato al Comune, fissata per il prossimo 26 novembre. Tre mesi in più che, in sostanza, evidenziano anche la mole importante di lavoro e di documentazione da passare al vaglio.

E i fari degli ispettori sono ancora fortemente indirizzati soprattutto sulla gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti (dal 1 febbraio 2017 ad oggi) e sul cimitero. Proprio rispetto alle procedure relative al cimitero, la commissione una settimana fa ha prelevato ulteriori documenti utili a ricos

truire quello che è accaduto negli ultimi anni, con particolare riferimento alle interdittive antimafia. E proprio agli appalti relativi ai servizi cimiteriali fanno riferimento due interdittive pervenute a Palazzo Farnese, dove tra l’altro l’amministrazione comunale aveva avviato un’ampia e articolata procedura di verifica della gestione delle luci votive ad opera di Lux Perpetua, che deteneva l’appalto dal 1940 fino al 2000, con proroga fino al 2003 e ulteriore prosecuzione del servizio sine titulo fino al 2019. La ditta è stata espulsa proprio a seguito di un’indagine interna voluta dal sindaco Gaetano Cimmino. Ed ora la documentazione è tutta nelle mani degli ispettori, che continuano a passare al setaccio le concessioni dei mercatali e dei balneari e tutta la gestione dei fondi europei.

Il countdown ora è partito. E a novembre non ci sarà più tempo per ulteriori valutazioni. Ad inizio anno arriverà la sentenza per l’amministrazione: sarà dentro o fuori. E in caso di scioglimento il Comune rischia di essere commissariato per due anni e di perdere ghiotte occasioni di sviluppo con i fondi del Recovery Plan. Un’ipotesi che andrebbe a tagliare le gambe all’intera città, che confida di rivedere la luce dopo troppi anni di oblio.


martedì 24 agosto 2021 - 14:49 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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