Il sequestro delle salme, l'acquisizione della documentazione sanitaria e l'apertura di un fascicolo d'indagine rappresentano i primi passi formali della complessa attività conoscitiva avviata sulla drammatica scomparsa di Greta Astarita, la trentatrenne di Piano di Sorrento, e del piccolo Nicolò, deceduti a distanza di poche ore l'uno dall'altra. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata, guidata dal procuratore capo Nunzio Fragliasso, ha disposto l'avvio di un'indagine per ricostruire la successione degli eventi clinici. In parallelo, anche l'Asl Napoli 3 Sud ha promosso un'indagine interna per mappare il percorso della paziente. Gli accertamenti, delegati agli agenti del commissariato di Castellammare di Stabia sotto la direzione del primo dirigente Francesco Cerciello, puntano a esaminare le valutazioni espresse nelle diverse fasi assistenziali. Sotto la lente degli inquirenti potrebbero finire le condotte, a vario titolo, d
ei sanitari delle strutture di Vico Equense e del San Leonardo - tra pronto soccorso, Ginecologia e Neonatologia. Al centro delle verifiche vi sarebbe in particolare la gestione della prima richiesta di aiuto, quando la trentatrenne, istruttrice di Pilates a Meta, si era presentata in ospedale lamentando un dolore all'inguine al settimo mese di gravidanza, venendo successivamente dimessa dopo i controlli. Secondo le prime ricostruzioni, la situazione sarebbe precipitata nel giro di due ore dal rientro a casa, quando un improvviso malore avrebbe causato la perdita di conoscenza della donna. Il successivo trasporto d'urgenza in codice rosso e il parto d'emergenza non sono purtroppo bastati a evitare l'esito più infausto: il neonato sarebbe deceduto circa mezz'ora dopo la nascita, mentre la madre si è spenta il pomeriggio successivo in Rianimazione. Saranno gli esami medico-legali e l'autopsia a stabilire le cause effettive dei decessi.