«La moda italiana è sempre la stessa. Rimettere tutto in discussione». Commenta così Umberto de Gregorio, presidente dell’EAV, la notizia dell’interrogazione parlamentare presentata ieri da Sandro Ruotolo del Gruppo Misto in merito ai lavori per la realizzazione di un secondo traforo nella collina di Varano necessario per il raddoppio dei binari della linea Circum Pompei-Sorrento.
La missiva è indirizzata al ministro dei Beni culturali e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini al quale si chiede di intervenire per salvare i tesori di Stabia, contenuti nelle ville stabiesi. Il traforo, e i lavori ad esso connessi, potrebbero infatti mettere a rischio la stabilità delle ville romane.
«E’ così che i cantieri restano eterni – prosegue De Gregorio - A Castellammare qualcuno (il senatore Ruotolo) non vorrebbe un traforo perché ci sareb
bero reperti archeologici (dimenticando che il progetto è stato approvato dalla sovrintendenza, passato in conferenza dei servizi, approvato in consiglio comunale)». Ma de Gregorio punta il dito anche contro chi, a Pompei, sta alzando le barricate contro la realizzazione del sottopasso al passaggio a livello in via Stabiana. «A Pompei qualcuno per evitare qualche sottopassaggio di auto vorrebbe interrare addirittura tutta la circumvesuviana sotto gli scavi di Pompei!» dice il presidente dell’EAV. «Posizioni contrapposte : hanno in comune soltanto una cosa, fermare i cantieri e mettere in mezzo ad una strada centinaia di operai. Ovviamente nessuno si pone il problema che fermare i lavori comporterebbe danni di milioni di euro per le casse pubbliche a tutto vantaggio di imprese private. Come accaduto migliaia di volte. Eav segue la linea istituzionale e della continuità amministrativa» ha concluso de Gregorio.