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Castellammare - Traforo nella collina di Varano, a rischio la storia di Stabiae

Il Comitato Scavi di Stabia: «Tra Varano e Scanzano strade, sepolture ed edifici di epoca romana».

di Roberto D'Auria


Approvato in consiglio comunale a maggio scorso, il progetto Eav per il raddoppio dei binari della Circumvesuviana dalla stazione di via Nocera a quella di “Castellammare centro” procede spedito. Già avviati gli iter di esproprio di alcuni terreni, l’EAV ha avviato alcuni sondaggi geologici sul tratto che sarà interessato dai lavori. La collina di Varano sarà perforata per realizzare una galleria di 500 metri circa, più ampia di quella esistente, per consentire il passaggio contemporaneo di due treni.

Un progetto che non piace a molti, anche se – come detto – il consiglio comunale stabiese lo approvò all’unanimità con la sola eccezione del capogruppo di Liberi e Uguali, Tonino Scala, che definì l’opera «un progetto monco che serve solo a sventrare la collina di Varano con tutto quello che rappresenta e non è un progetto d'insieme». La questione sollevata non solo da Scala, ma anche da cittadini ed associazioni riguarda l’utilità di un’opera così invasiva al solo scopo di realizzare un raddoppio di appena 500 metri. La domanda che quindi in molti si pongono è: «Per pochi minuti è utile forare una montagna così importante e così fragile?». Ed anche se i tecnici EAV hanno a più riprese assicurato che non c’è alcun pericolo e che tutto sarà fatto nel rispetto innanzitutto della sicurezza dei cittadini, le perplessità rimangono, soprattutto da parte dei residenti della zona. Tra questi c’è anche l’ex sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio, che ha un’abitazione proprio sopra il tunnel. « Come residente e proprietario di immobile a Varano, credo proprio che mi organizzerò per...fare all'Eav un mazzo come un secchio! E i sindaci di Castellammare e Gragnano si aspettassero una mia visita a breve» ha commentato sui social.

Preoccupazioni che interessano anche il Comitato degli Scavi di Stabiae. «Ragioni ambientali e archeologiche ci sono dietro le nostre perplessità sulla necessità di realizzare il tunnel della Circumvesuviana tra “Via Nocera” e piazza Unità d’Italia – spiega Antonio Ferrara, presidente del comitato -  Se sulla fragilità delle colline di Varano e di Scanzano (o del Solaro) immaginiamo siano state fatte tutte le indagini necessarie per scongiurare al 100 per cento eventuali rischi per la tenuta dei pianori che dominano la pa

rte bassa di Castellammare, altrettanto deve essere stato fatto in materia archeologica. E qui il Comitato si permette solo di ricordare che il fronte del pianoro Varano-Scanzano, attraversato in antichità dal rivo Vernotico/Cannetiello, era frequentato certamente in età romana: sopra c’erano le ville d’otium, sul fronte sostruzioni per contenere la ripa (individuate da Libero d’Orsi negli anni Cinquanta attorno a Grotta San Biagio e rimesse alla luce quando fu consolidata la collina di Varano nel 1984), ai piedi c’erano strada romana, sepolture ed edifici. Questo è lo schema a Varano, questo è lo schema a Scanzano. Nel 1934 costruendo la stazione della Vesuviana sono emersi resti di tombe e di strutture in opera reticolata. Da ultimo, i rinvenimenti archeologici di piazza Unità d’Italia hanno confermato queste ipotesi. Ogni volta che si procede con grossi scavi e alterazioni della struttura geomorfologica di una città e di un territorio - tra l’altro sede di un bacino idrografico delicatissimo (siamo ancora la Città delle acque?) - si mette in discussione l’assetto geologico. Già negli anni Ottanta del XX secolo costruendo la Variante Sorrentina furono scoperte ville romane e un santuario sannitico di età preromana, e l’impatto ambientale fu notevole. Ecco perché come cittadini, e non tanto più come soci del Comitato, restiamo perplessi di fronte al fatto che non abbiamo compreso cosa cambi dal punto di vista dei tempi di percorrenza – e quindi quali benefici ne traggano i viaggiatori – se lo scambio tra doppio binario e binario unico avvenga prima della fermata di “Via Nocera” (provenendo da Napoli, dopo provenendo da Sorrento) o dentro la stazione di “Castellammare di Stabia”. Sappiamo che la fermata di “Via Nocera” sarà soppressa e che sarà sostituita da quella in costruzione nei pressi dell’ospedale: si organizzi lo scambio tra doppio binario e binario unico prima del tunnel tra “Via Nocera” e “Castellammare di Stabia”, evitando di forare la collina per 450 metri, visto che il doppio binario tra Castellammare e Sorrento, anche quello, pare opera non adatta ai nostri tempi. E forse del tutto inutile. Perché il punto resta proprio questo: o il doppio binario si fa fino a Sorrento o lo si ferma dove arriva ora: uno o due minuti non giustificano una spesa di milioni di euro e una così profonda alterazione dell’area» ha concluso Ferrara.

Castellammare - Traforo nella collina di Varano, «opera inutile. Siamo al ridicolo»


sabato 2 novembre 2019 - 11:58 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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