Acquistare test rapidi per sottoporre a controllo un campione di popolazione che abbia avuto sintomi (febbre, tosse) o contatti con soggetti acclarati positivi al Covid-19. E’ la proposta che Tonino Scala, consigliere comunale di Liberi e Uguali, lancia al sindaco di Castellammare di Stabia, soluzione già adottata dal sindaco di Cusano Mutri.
Scala ha quindi scritto a Cimmino proponendo tale soluzione come «unico modo per tenere sotto controllo l’espandersi dei contagi. Le analisi effettuate su 25 persone – dice Scala descrivendo quanto fatto nel paesino del beneventano - hanno portato alla scoperta di 8 positivi. Lo so che non siamo Cusano Mutri, ma una grande città e quel modello non è attuabile, ma si potrebbe riservare agli operatori sanitari, se non a tutti a quelli che sono stati a contatto con soggetti positivi. Potremmo come comune acquistarne, anche non in grosse quantità, ripeto solo per gli operatori sanitari».
Ma non è tutto. Scala sottolinea come sia «fondamentale richiedere l’attuazione sistematica di una serie di protocolli codificati che preservino la salute dei pazienti e degli operatori sanitari e di tutta la cittadinanza stabiese. Le scelte della sanità regionale hanno individuato in Castellammare, l’ospedale munito di pronto soccorso, che deve sopperire ai bisogni di un bacino di utenza di circa 300000 persone, avendo convertito Boscotrecase in ospedale covid. Ciò significa che sul nostro ospedale ve
ngono convogliate persone residenti in più comuni sottoponendo ad uno stress una struttura non serrata per questi numeri. In secondo luogo per l’esiguità degli spazi non ci sono percorsi dedicati tra infettivi conclamati o presunti e patologie ordinarie. Ciò determina un aumento vertiginoso della possibilità di contagio tra pazienti positivi e pazienti negativi. Tale situazione di promiscuità, derivante dai limiti strutturali, dall’inutilità di avere un mini reparto covid dove non esiste nemmeno la possibilità di curare adeguatamente i pazienti, dall’assenza di zone di decontaminazione a norma, di zone per la vestizione la svestizione, per tutti i limiti e le carenze dei DPI, non può che aggravare di giorno in giorno la situazione. Il personale deve avere una sorveglianza sanitaria strettissima, dal rilievo della temperatura di ogni operatore all’ingresso, ai tamponi ogni 48 h, al continuo rifornimento degli adeguati DPI. La mancanza di procedure, dell’individuazione dei percorsi e delle responsabilità, generano solo promiscuità ed approssimazione redendo l’ospedale l’epicentro di un focolaio nostrano. È responsabilità del Sindaco come massima autorità sanitaria cittadina esigere presso il governo regionale e nazionale le massime tutele per la cittadinanza di cui è responsabile. Senza competenze nonostante il ruolo si può e si deve pretendere solo questo» conclude la missiva di Scala.