Una lettera indirizzata al sindaco Gaetano Cimmino per rendere pubblico il bando di Invitalia del 2014 con oggetto il rilancio del termalismo a Castellammare di Stabia «con la speranza che possa essere esaminato dalle commissioni competenti e dall'amministrazione comunale». A scriverla è stato Tonino Scala, consigliere comunale di Liberi e Uguali.
Una decisione, quella di Scala, che arriva a qualche giorno di distanza dalla "missione" del primo cittadino al MISE con l'obiettivo di realizzare una convergenza tra il Governo, Regione, Comune e Invitalia, tesa a definire un percorso serio che consentirebbe di selezionare un privato disponibile a investire. Privato che potrebbe eventualmente anche contare sulla disponibilità di strumenti pubblici di sostegno per gli investimenti necessari.
«Se le cose stessero veramente così - dice Scala - , non potrei che esprimere apprezzamento. La soluzione del problema terme è tra i principali nodi da risolvere per ridare fiducia e speranza alla nostra Castellammare. Questa proposta il sottoscritto la propose e articolò con un documento presentato nel settembre del 2018 fatto proprio dalla minoranza e mai discusso in aula, ma non è questo il problema. Oggi inseguiamo Invitalia, che invece 6 anni fa aveva già consegnato al Comune una proposta e un percorso concreto, anc
he con la documentazione per procedere al bando per la selezione del privato. Titolo di tale interessante proposta era “Scenari e strategie per possibili sviluppi del settore termale: il caso Terme di Stabia S.p.a” che allego alla presente». (cliccare sul link in basso per scaricarlo)
«In questi anni di sostanziale inerzia, nonostante, lo ripeto, il lavoro corposo prodotto da Invitalia, le Nuove terme sono state distrutte e le Antiche vandalizzate. In ragione di tutto ciò Castellammare da oltre 5 anni è fuori dal mercato termale, tanti lavoratori hanno perso il lavoro, l’economia e le attività alberghiere subito un colpo. Il documento che alleghiamo è addirittura prima del concordato, si poteva addirittura evitare il fallimento, ma questa è altra storia. Lei sta continuando sulla scia intrapresa dagli altri attraverso l’improvvisazione e la dilatazione dei tempi che rischia di cancellare per sempre il termalismo dalla nostra città. Pertanto le consegno in modo ufficiale un documento che potrebbe essere la base sulla quale iniziare un percorso serie. Invio la copia anche al presidente della Commissione che potrebbe sulla base dello stesso iniziare una discussione e perché no rimodulare lo stesso in base alle esigenze attuali e far partire il tanto atteso bando» ha concluso Scala.