Nessuno vuole contribuire alla rinascita di Terme. Questo è il dato più allarmante che emerge dall'esito negativo della procedura per la ricerca di un advisor che collabori con Comune e Sint per la stesura del piano industriale finalizzato al rilancio del complesso termale del Solaro.
La proposta della Ri.For.Med. è stata ritenuta non conforme alle indicazioni del bando, in quanto la società aveva richiesto un pagamento anticipato per la realizzazione del piano, mentre la procedura prevedeva l'emolumento soltanto a fronte dell'efficacia del piano stesso e della sua attitudine ad attrarre privati che potessero investire sulle Terme di Stabia. Neanche il cursus honorum del potenziale partner, inoltre, è risultato convincente, dato che quest'ultimo ha collezionato soltanto consulenze di minor rilevanza rispetto all'ambizioso progetto di rilancio delle Terme. E così, dopo il flop della procedura per la ricerca di un promotore di project financing per la valorizzazione delle Antiche Terme, si registra un altro fallimento, stavolta per le Nuove Terme, sulla cui rinascita nessuno sembra credere davvero.
Nella giornata di ieri, nel corso dell'assemblea dei soci di Sint, è stato adeguato lo Statuto della partecipata comunale, per ora salva dalla mannaia della riforma Madia, ma intanto il 30 settembre si avvicina a grandi passi e lo spettro della me
ssa in liquidazione aleggia in maniera sempre più minacciosa sulla società che detiene il patrimonio immobiliare delle Terme di Stabia. Entro quella data, d'altra parte, Sint dovrebbe fatturare almeno 500mila euro, ipotesi ad oggi alquanto fantasiosa, poiché la mole debitoria da ripianare è ancora enorme e difficilmente basterà la rinegoziazione del mutuo con Mps a scongiurare rovinosi scenari. La linea, tuttavia, non sembra destinata a mutare.
Il piano di dismissione ha subito una frenata dopo il ritiro dei bandi per la vendita dell'area sportiva e dei campi da tennis, che potrebbero finire nell'orbita del Comune, pronto a rilevarli e, nel contempo, a dare ossigeno a Sint con un investimento da circa 2 milioni di euro. Il bando per la ricerca dell'advisor, invece, potrebbe essere presto riproposto nella speranza che stavolta vada a buon fine.
E intanto l'amministrazione comunale cercherà di incanalarsi sul solco scavato dal presidente di Federterme, Costanzo Jannotti Pecci, il quale si è detto disposto a contribuire e ad incentivare l'imprenditoria ad investire su Terme. Ma occorrerà un progetto da 30 milioni di euro, 15 dei quali dovrebbero provenire dalla Regione Campania. De Luca, dunque, dovrebbe farsi promotore di un investimento spaziale, unica chance di un percorso irto di ostacoli e attualmente sfociato in un vicolo cieco.