«Il sindaco non prenda alcuna decisione senza passare per il consiglio». E' il monito che Tonino Scala, consigliere comunale di Liberi e Uguali, muove a Gaetano Cimmino. Il primo cittadino stabiese, come scritto questa mattina, si troverà presto a dover prendere una decisione sul futuro della Sint e, quindi, delle Terme di Stabia. Confermare la delibera del commissario prefettizio e mettere in liquidazione la partecipata comunale, così come aveva anche detto in campagna elettorale, oppure revocarla e prevedere un nuovo bando di privatizzazione. A favore di questa seconda ipotesi si erano detti i candidati sindaco Massimo De Angelis e lo stesso Tonino Scala, che intendevano mantenere in vita la partecipata comunale.
«La città tutta. gli eletti, devono essere coinvolti sulle decisioni in particolar modo su quello che è il futuro e il presente di una delle più grandi risorse che ha Castellammare: il termalismo – ha detto Scala - Nessuna decisione di parte o nel chiuso delle stanze. Cimmino coinvolga tutti, in primo luogo gli eletti dal popolo».
Chi, tra i consiglieri di maggioranza ha a cuore il problema Terme e dei suoi lavoratori è Annamaria De Simone, proprio una ex dipendente del complesso del solaro. «Dinanzi alla sezione lavoro del Tribunale di Torre Annunziata – dice – vi è il giudizio promosso da circa 40 lavoratori licenziati e volto ad ottenere la declaratoria d
i illegittimità del licenziamento. Nel frattempo, ed indipendentemente dall'esito del giudizio, le istituzioni devono iniziare a farsi carico del problema, e dare una risposta a tutti gli ex lavoratori del solaro, il che darebbe non solo una immediata risposta all'esigenza occupazionale, ma sarebbe, ovviamente, una delle più importanti conquiste per la città intera, con una serie di ricadute positive per il terziario». Bisogna ora vedere quale sarà la strada che adotterà il sindaco per raggiungere tale obiettivo.
Ma intanto la minoranza si appresta a dare battaglia su questo fronte, così come su quello relativo al futuro della Reggia di Quisisana. «Sulla Reggia – ha detto Scala commentando l’accordo imminente con la Soprintendenza di Pompei per la realizzazione del Museo Archeologico nella Reggia di Quisisana - finalmente un passo in avanti, tutti i candidati a sindaco in campagna elettorale avevano sottoscritto una richiesta che finalmente arriva all'odg del consiglio. Ma ci sono delle modifiche rispetto alla delibera che in commissione lo stesso Cimmino aveva approvato prima dello scioglimento. A mio modesto avviso è da lì che si deve partire. Aspettiamo deposito degli atti per presentare emendamenti correttivi. La mia, la nostra sarà una opposizione costruttiva, mai strumentale. E’ in ballo il futuro e il presente di una città che non può più aspettare».