Sint salva, per ora. Nel corso dell'assemblea dei soci del 31 luglio è stata ratificata la conformità del vecchio statuto ai dettami previsti dalla riforma Madia ed è stata discussa la delicata questione relativa alla situazione debitoria della partecipata comunale. La rinegoziazione del debito con Mps, intanto, dovrebbe consentire a Sint di rientrare nei criteri previsti dalla Riforma Madia per la razionalizzazione delle partecipate pubbliche, che andrà approvata entro il prossimo 30 settembre e avrà poi un anno di tempo per essere attuata, pena la dismissione o la chiusura, che scatterà per tutte le partecipate fuori regola. Sint, dunque, si è garantita un anno di vita in più, ma il dramma delle Terme è ben lungi dall'essere risolto. In seguito al fallimento delle Terme di Stabia, infatti, lo stabilimento è stato abbandonato a sé stesso e devastato da incuria e razzie e i danni al patrimonio immobiliare ammonterebbero a circa 10 milioni di euro, un'enormità se si considera che l'intero piano di rilancio dovrebbe aggirarsi intorno ai 30 milio
ni. Il bando per l'individuazione di un advisor che possa cooperare con Comune e Sint per la stesura del piano industriale è stato ripubblicato con una clausola aggiuntiva che prevede la possibilità per il partner di percepire un emolumento prima ancora che sia verificata l'efficacia del piano. Permane, infatti, la sensazione che il primo bando non sia andato a buon fine perché nessuno avrebbe gradito una collaborazione gratuita, previa esito positivo del progetto. E così resta una la strada da seguire: incanalrsi sul solco scavato da Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federterme, e cercare di reperire fondi da affiancare ai 15 milioni che quest'ultimo potrebbe garantire tramite il coinvolgimento dei privati. Il Comune, in realtà, dovrebbe recuperarne altrettanti e la Regione Campania non sembra disposta ad investire una cifra così esosa, un'operazione che equivale in termine economici all'intera nuova programmazione del PIU Europa. E così la resa sembra sempre più vicina e soltanto un miracolo potrà salvare le Terme da un oblio che appare ormai ineludibile.