I beni della Sint sono stati pignorati dopo la vittoria degli ex termali in Corte d'Appello. Tutto il patrimonio termale di Castellammare di Stabia rischia di finire all'asta a causa del ricorso, che attende l'atto finale in Cassazione, che circa 35 ex dipendenti hanno intentato nei confronti della partecipata stabiese. Un problema non da poco per il commissario liquidatore di Sint Vincenzo Sica che sta cercando, attraverso la vendita dei beni non strategici del patrimonio termale, di ripagare i creditori. Ma il ricorso dei termali sta di fatto bloccando il processo. «Ovviamente ci stiamo difendendo - ha spiegato Sica a StabiaChannel -. Il pignoramento era un atto conseguenziale ma noi abbiamo presentato subito un concordato preventivo e aspettiamo il verdetto del giudice. Ciò che dispiace è che circa 30 persone stanno mettendo a rischio il futuro delle Terme senza voler dialogare con noi.
Avevamo proposto loro un patto in attesa del verdetto della Cassazione con il quale loro avrebbero fruito parte dei crediti che gli spettavano. Se avessero vinto avremmo saldato il tutto, se avessero perso ci sarebbe stata la restituzione. Ma ci hanno detto di no, tutto per una questione di soldi».
Il ricorso dei termali va avanti ormai da diversi anni. Un gruppo di ex dipendenti di Terme di Stabia che furono licenziati nel 2015 dopo il fallimento della società. Nel corso della procedura fallimentare, il commissario affidò tutti i beni della società Terme di Stabia alla Sint (parliamo dell'Hotel delle Terme ma anche del complesso del Solaro). Secondo i lavoratori, che hanno perso in primo grado e vinto in Corte d'Appello, oltre ai beni anche i dipendenti dovevano passare alla Sint. E per questo hanno preparato una causa chiedendo i soldi che in questi anni non hanno percepito.