Le Terme di Stabia tornano sull’agenda della Regione Campania. La terza commissione permanente è stata convocata per la giornata di domani, allo scopo di discutere in merito alle prospettive del termalismo stabiese, alle prese con i progetti per la riqualificazione della struttura termale di piazzale Amendola e con la dismissione del patrimonio di Sint, la partecipata in liquidazione che detiene il patrimonio immobiliare delle Nuove Terme. L’ok al concordato, per il quale si attende l’ufficialità dell’omologa da parte del tribunale di Torre Annunziata, potrebbe dare il via all’asta per i beni di Sint, tanto più se la Cassazione dovesse confermare la sentenza della Corte di Appello, che dà ragione ai termali riguardo alla reimmissione nella partecipata con conseguente recupero degli stipendi non versati dopo il licenziamento de
l 2015. Un debito troppo grande da smaltire per Sint, la cui liquidazione era stata già decisa di fatto dal commissario prefettizio e poi è stata ratificata dall’amministrazione Cimmino. Ben diversa la situazione per le Antiche Terme, dal momento che sul piatto c’è un finanziamento da 12 milioni di euro con fondi Pnrr, nell’ambito del Contratto Istituzionale di Sviluppo (Cis), unitamente ad una bozza di protocollo redatta dal Comune nei primi mesi del 2021 e già avallata da tempo dal Mise, in attesa che la Regione fornisse garanzie sulle concessioni per le acque e sulla riattivazione della fermata Circum Castellammare Terme. Circostanze, queste ultime, che non hanno mai trovato finora riscontro. Ma ora finalmente sembra intravedersi un primo spiraglio di luce per dare sostanza alla speranza di riaprire in pianta stabile le Antiche Terme.