«Siamo pronti a far ripartire le Terme, ma prima chiediamo accordi con la Regione Campania e il Comune di Castellammare di Stabia». Le parole di Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federterme, hanno aperto un varco nelle prospettive di rilancio del termalismo nella Città delle Acque, in occasione dell'audizione convocata per stamattina in Regione, alla quale hanno preso parte anche il sindaco Antonio Pannullo, gli assessori regionali Sonia Palmeri (Lavoro) e Amedeo Lepore (Attività Produttive), i rappresentanti sindacali Cgil, Cisl e Uil e una delegazione composta da 25 lavoratori termali.
Jannotti Pecci ha evidenziato come il fallimento di Terme di Stabia spa rappresenti uno schiaffo all'imprenditoria nazionale, ricordando che le Terme fatturavano a cavallo del duemile circa 12 miliardi di lire all'anno, mentre negli otto anni antecedenti alla chiusura continuavano a fatturare circa 5 milioni di euro di media annua.
«Il fallimento delle Terme è una circostanza inammissibile - ha spiegato il presidente di Federterme -. Si tratta di uno dei pochi stabilimenti in ambito nazionale a godere di opportunità terapeutiche e curative di assoluta eccellenza e noi vogliamo fare la nostra parte per garantirne la riapertura.
È opportuno, però, che la Regione ci assicuri le convenzioni e le concessioni per le acque, poi toccherà all'amministrazione comunale decidere cosa vuole fare in tempi brevi e rendere note con chiarezza le sue intenzioni. Siamo disposti ad intraprendere un dialog
o con le parti sociali per affrontare in modo serio la vicenda dei lavoratori ed entro settembre contiamo di produrre un protocollo del progetto.
Se la situazione sarà affrontata con serietà, non ci saranno problemi di finanziamenti perché le banche saranno disponibili a contribuire al rilancio delle Terme, che non può prescindere dal complesso del Solaro».
Jannotti Pecci ha concordato poi con Pannullo un incontro successivo per discutere in merito alla questione e il primo cittadino stabiese, nel frattempo, si è anche reso disponibile a vagliare eventuali soluzioni alternative rispetto a quelle messe in atto finora, non escludendo neppure di affidare a Sint le chiavi per avviare in via temporanea il termalismo in città.
«Ho riscontrato un buon clima - ha affermato Pannullo - e una buona predisposizione al dialogo e al confronto. Con gli assessori Palmeri e Lepore stiamo ponendo le basi per garantire ai lavoratori un sostegno al reddito nell'immediato con il prolungamento della Naspi, da integrare con corsi di formazione.
Nello stesso tempo, occorre avviare una triangolazione con Regione e Federterme per trovare soggetti privati che intendano investire sulle Terme, ferma restando l'intenzione prioritaria di mettere in sicurezza Sint. Siamo aperti a qualsiasi tipo di proposta proficua, ma nel frattempo continuiamo con convinzione a procedere sulla strada intrapresa finora, puntando sulla ricerca di un advisor per il Solaro e sul project financing per le Antiche Terme».