Ennesimo passo falso nel percorso mirato al rilancio delle Terme. L'offerta presentata dalla Ri.For.Med., che avrebbe avuto il compito di affiancare, in qualità di partner, Comune e Sint nella stesura del piano industriale, non è stata ritenuta congrua dalla Commissione giudicante, che ha pertanto smorzato gli entusiasmi della vigilia costringendo di fatto Sint di valutare percorsi alternativi per la privatizzazione.
Si riparte da zero, dunque, e in giornata si terrà un'assemblea dei soci per parlare proprio della delicata questione relativa al piano d'azione da adottare dopo il buco nell'acqua registrato per la ricerca dell'advisor. Non è da escludere che il bando possa essere ripubblicato dopo l'esito negativo del primo tentativo, anche se la fiducia inizia a scemare e l'ennesimo int
oppo rischia di minare ulteriormente un percorso già piuttosto tribolato.
La strigliata di Costanzo Jannotti Pecci in Regione, infatti, ha destato dal torpore l'amministrazione comunale, finora costretta a muoversi a tentoni e ad incassare il flop della manifestazione d'interesse per le Antiche Terme e il veto di De Luca per l'affidamento provvisorio della struttura di Piazzale Amendola ad un Ente regionale come Scabec o Fondazione Campania dei Festival.
Ma intanto Sint, dopo aver rinegoziato il mutuo con Mps, deve far fronte ancora ad una mole debitoria enorme, adeguare lo statuto ai parametri imposti dalla riforma Madia e fatturare almeno 500mila euro entro il 30 settembre per evitare la messa in liquidazione che, a dispetto dell'ottimismo palesato nelle ultime ore, appare quasi inevitabile.