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Castellammare - Terme di Stabia allo sfascio, le opposizioni presentano un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica

L'obiettivo è accertare le eventuali responsabilità dei soggetti coinvolti, verificando se i dirigenti, gli amministratori del Comune e della Sint abbiano messo in atto misure e assunto le iniziative utili per la tutela del patrimonio pubblico rappresentato dal complesso Nuove Terme di Stabia.

di Mauro De Riso


Dalle parole ai fatti. Le opposizioni hanno deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti affinché accertino le responsabilità della devastazione delle Terme di Stabia, documentata in occasione del sopralluogo effettuato il 10 luglio scorso nello stabilimento del Solaro. Muri sventrati, intere sale a soqquadro, vetri smontati e pronti per essere trafugati, persino estranei intenti a completare l'opera di saccheggio, salvo scappare dinanzi alla minaccia di un intervento dei carabinieri. Questo lo scenario apparso dinanzi agli occhi attoniti dei consiglieri, che hanno verificato di persona lo stato di assoluto abbandono della struttura, devastata e danneggiata con organizzazione maniacale da parte di ignoti, dopo la cessazione dell’attività a causa dell’attivazione delle procedure di fallimento da parte del Comune. «Abbiamo potuto costatare e documentare che i danni causati potrebbero essere stimati in alcuni milioni di euro, verificando che dall’impianto elettrico, ai vetri, agli uffici, alla palestra, a tutte le strutture necessarie per erogare le cure, non esiste più niente - spiegano i consiglieri Vincenzo Amato, Antonio Cimmino, Gaetano Cimmino, Mara Murino e Salvatore Vozza -. È giusto evidenziare anche che, nel corso del 2017, la stessa Commissione Bilancio del Comune ebbe già modo, nel corso di un sopralluogo complessivo riguardante il parco idroponico, l’albergo e la struttura dove si effettuavano le prestazioni, di

verificare l’esistenza di fortissimi danneggiamenti. Pare doveroso, pertanto, interrogarsi, in situazione di tale gravità, su chi avesse l’obbligo di vigilare e chi debba rispondere dei danni subiti dal complesso termale». Le richieste delle opposizioni sono chiare. La Corte dei Conti è stata invitata ad accertare le eventuali responsabilità dei soggetti coinvolti, verificando se i dirigenti, gli amministratori del Comune e della Sint abbiano messo in atto misure e assunto le iniziative utili per la tutela del patrimonio pubblico rappresentato dal complesso Nuove Terme di Stabia. I consiglieri dell'opposizione hanno chiesto poi di essere sentiti di persona dal Procuratore per fornire elementi di prova, precisazioni e riscontri, qualora la Procura lo ritenesse opportuno, nonché di essere informati dell’eventuale archiviazione della presente istanza, riservandosi, inoltre, di impugnare e denunciare gli atti e i fatti suindicati, per eventuali profili amministrativi e penali, ai competenti organi giurisdizionali. La Procura della Repubblica, altresì, è stata invitata a disporre gli opportuni accertamenti, valutando gli eventuali profili di illiceità dei fatti esposti e, nel caso, individuare i possibili responsabili e procedere nei loro confronti. La vicenda Terme, dunque, si arricchisce di un nuovo capitolo, un'azione forte intrapresa per non lasciare impunito uno scempio che si protrae da anni e che ha messo in ginocchio un'eccellenza oggi ridotta ad un rudere.

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domenica 3 settembre 2017 - 12:21 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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